Determinare la resa in olio prima di andare in frantoio

Dal direttore Aipo Verona consigli anche sulla mosca in ottobre
Tecnica e Ricerca
Views: 4K

Come determinare la resa in olio? E come affrontare il problema della mosca in prossimità della raccolta? Sono due delle domande più gettonate in questo periodo tra i produttori olivicoli. A venirci incontro in risposte tecniche è il direttore dell’Aipo Verona, Enzo Gambin (nella foto) che di tali argomenti ha parlato nel suo tradizionale appuntamento video “Periodico Olivo”.
Direttore, siamo a metà ottobre, la raccolta è in corso, ma molti oliveti sono ancora da lavorare e giungono notizie di infestazioni di mosca abbastanza significative in numerosi areali. Come intervenire?
“Il mese di ottobre è da sempre molto delicato per la mosca delle olive, con temperature e umidità che stanno lì a favorire l’infestazione. Chi andrà a raccogliere dopo il 20 di ottobre, oppure comincerà con il mese di novembre, tra l’altro, potrebbero trovarsi in oliveto infestazioni ora non presenti. Va dunque effettuato un attento monitoraggio e, laddove necessario, intervenire con prodotti fitosanitari”.
Cosa utilizzare in questo momento particolare?
“Partiamo dal presupposto che abbiamo una raccolta delle olive che non permette tempi di carenza molto lunghi e non dobbiamo portare prodotti negli oliveti che potrebbero dare dei residui sull’olio. Dunque, per le produzioni in convenzionale ci sentiamo di consigliare la deltametrina che ha una elevata azione abbattente e 7 giorni di tempo di carenza, per il biologico lo spinosad che è un insetticida naturale. Quest’ultimo, ovviamente, potrà essere usato anche per il convenzionale. Come attività di contrasto antideponenti, infine, il distillato di legno è la migliore soluzione in questo momento, dal momento che può essere utilizzato anche il giorno prima della raccolta senza dare alcun problema né alle olive, né all’olio”.
Sistemata la mosca e proceduto alla raccolta, la domanda che si pone l’olivicoltore è sempre la stessa. Quanto mi renderà?
“In questo periodo abbiamo verificato che nel centro Italia e nel Triveneto le olive presentano contenuti in grasso compresi tra il 14,70% e il 15%. Abbiamo anche calcolato un indice per definire la resa in olio all’interno del frantoio. Per questa settimana abbiamo stimato un 76,3%. Perciò se noi abbiamo un contenuto di grassi di 14,70 e lo moltiplichiamo per 76,3 otteniamo una resa dell’11,27. Naturalmente sono dati ipotetici, possiamo perciò considerare rese che oscillano tra l’11 e 12%. Va chiarito, inoltre, anche un altro aspetto importante…”.
Vale a dire?
“Alcuni associati ci hanno chiesto di identificare correttamente la resa in olio, visto che portano le olive in frantoio che vengono pesate in chilogrammi e viene loro restituita una quantità in litri. Dunque per chiarezza: abbiamo ipotizzato un olivicoltore che porti in frantoio 200 chili di olive e il frantoiano gli dà di ritorno 27 litri di olio. Sappiamo che la densità dell’olio è pari a 0,916, perciò un litro di olio è uguale a 0,916 chilogrammi. In questo caso basta moltiplicare i litri in olio per 0.916 e otterremo che il nostro olivicoltore porta a casa 24,7 chili di olio che, se divisi per i 200 chili di olive con cui si è presentato in frantoio, gli danno una resa del 12,3”.

Tags: , ,

Potrebbe piacerti anche

Quando possiamo definire un olio “genuino” o “tipico”
Olio di oliva, le quotazioni settimanali: 14 ottobre 2022

Author

Potresti leggere