In occasione della 7ª edizione di Enoliexpo (Fiera del Levante, 19-21 marzo), il comparto dei frantoi italiani annuncia un’alleanza storica. Federico Fresia, presidente di Confartigianato Frantoiani, e Michele Librandi, presidente di FOA Italia (Frantoi Oleari Associati), hanno formalizzato un accordo di collaborazione – in copertina la foto – che sancisce la nascita del principale polo di rappresentanza per i frantoi italiani.
Questa sinergia mira a esercitare un peso decisivo nei tavoli istituzionali, portando all’attenzione della politica le istanze di una categoria che rappresenta il cuore pulsante della filiera, anello indispensabile per la salvaguardia della qualità e delle eccellenze italiane e presidio del territorio olivicolo locale.
“Con questa firma abbiamo creato una forza rappresentativa molto ambiziosa”, dichiara Michele Librandi. “Siamo già forti dell’intesa strategica con Unaprol; oggi, il percorso comune con Confartigianato ci permette di rafforzare il ruolo del frantoio come fulcro strategico del settore e ingranaggio fondamentale per il rilancio dell’intero comparto”.
Il primo atto concreto dell’intesa è il convegno “Non chiamateli scarti: le sfide normative del frantoio oleario moderno”, organizzato con l’Università di Bari. L’incontro, in programma venerdì alle ore 11.00 presso il quartiere fieristico della Fiera del Levante, analizzerà l’importanza di un percorso chiaro per la valorizzazione dei sottoprodotti di frantoio: l’evoluzione tecnologica dell’ultimo quindicennio ha elevato la qualità del prodotto e del lavoro, ma attende ancora un quadro normativo allineato ai principi dell’economia circolare.
Federico Fresia sottolinea: “Il frantoio oleario è oramai un autentico laboratorio di innovazione dove la produzione all’insegna della qualità richiede competenze specifiche per gestire la complessità di questo particolare lavoro. Grazie a questo accordo, potremo offrire servizi integrati a imprese che hanno specificità spesso ignorate dalle amministrazioni locali e dagli organi di controllo. Il futuro dell’olio italiano passa necessariamente dalla tutela di queste nostre realtà”.
L’accordo definisce infine una strategia per mappare i bisogni del territorio, individuando interventi prioritari per la valorizzazione del prodotto e l’efficientamento dei processi produttivi sotto il profilo economico e ambientale.

















