È stata presentata questa mattina al Ministero dell’Agricoltura – presenti il ministro Lollobrigida e il sottosegretario La Pietra – la prima bozza del nuovo Piano olivicolo nazionale. Settanta pagine per analizzare la situazione olivicolo-olearia italiana e capire come rilanciare l’intero settore attraverso una serie strutturale di interventi. Non si è parlato ancora di cifre, ma una cornice ben definita è stata costruita.
OlivoNews affronterà articolo dopo articolo le varie tematiche, ma anche le criticità subito evidenti.
Come primo aspetto, merita di essere preso in considerazione l’obiettivo dichiarato del Piano di arrivare entro 7 anni ad un crescita del 25% della produzione di olio nazionale, attraverso un aumento o la ristrutturazione di circa 70 mila ettari di superficie olivicola, pari al 6% della superficie olivetata totale, con impianti più moderni, che garantiranno una maggiore resa a ettari e contestualmente una maggiore disponibilità di EVO italiano.
In particolare il Piano prevede:
- nuovi impianti su circa 45.000 ettari di superfici oggi dedicate ad altre colture;
- espianto/reimpianto e infittimenti (per avere densità minime di 300 piante ad ettaro) per circa 15.000 ettari di oliveti tradizionali in aree vocate ;
- impianti di irrigazione su circa 8.000 ettari.
Nei soli casi di estirpazione e reimpianto si ipotizza un compenso per mancati redditi di 1.000 euro ad ettaro per 3 anni.
Tenuto conto dei costi standard definiti per l’olivicoltura (fonte Rete Rurale Nazionale) e tenendo conto che le operazioni di nuovo impianto e di infittimento saranno compensate dal Piano Olivicolo Nazionale per il 60%, mentre il mancato ricavo sarà erogato al 100%, la misura necessita di un fabbisogno di circa 370 milioni di euro.
Potranno accedere ai benefici del Piano Olivicolo Nazionale le imprese che possono far fronte a un investimento sostenibile e che assicurino l’immissione del prodotto sul mercato: aziende che operano come imprenditori, sia in forma singola che associata, con fascicolo aziendale o OP e/o Cooperative e che agiscono in proprio o per conto di proprietari del fondo; giovani imprenditori, aziende associate a Op e/o cooperative, giovani imprenditori al primo insediamento;

















