Nuovo Piano olivicolo, il FOA: “Frantoiani pronti a investire”

Il presidente del FOA, Michele Librandi, evidenzia le aspettative dei frantoiani: "C'è voglia di ammodernare gli impianti e valorizzare sotto il profilo economico i sottoprodotti seguendo i risultati della ricerca scientifica"
Economia
Views: 365

di

Il FOA Italia ha formalizzato al Ministero dell’Agricoltura le proprie osservazioni per offrire un contributo alla definizione del nuovo Piano olivicolo nazionale, la cui bozza è stata presentata al tavolo della filiera, con l’obiettivo di cogliere appieno le aspettative dei frantoiani.

Michele Librandi

Lo ha comunicato il presidente, Michele Librandi che spiega: “La misura per l’ammodernamento dei frantoi oleari finanziata con fondi Pnrr è stata importante per la nostra categoria ed ha mostrato operatori sensibili nel recepire l’opportunità che veniva loro offerta. Va aggiunto che tale misura ha coinvolto circa 10% degli oleifici presenti in Italia e che ve ne è un’altra importante percentuale che potrebbe essere disponibile ad effettuare investimenti con l’obiettivo di migliorare qualità e sostenibilità. Per questo sarà importante che, in sede di definizione delle risorse il Piano olivicolo tenga conto di queste aspettative. Non va perso di vista il fatto che vi sono Regioni che, nel predisporre il loro Piano olivicolo, hanno opportunamente previsto risorse specifiche per i frantoiani, come nel caso della Calabria. Credo che un Piano olivicolo nazionale possa rispondere a tutte le esigenze della categoria, così come della filiera, senza dimenticare nessuno”.

Al di là delle risorse per consentire alle aziende olearie di poter programmare investimenti per rendere i propri frantoi sempre più efficienti, Librandi pone l’accento anche su un altro tema, quello della piena valorizzazione dei sottoprodotti oleari.

“Giustamente viene osservato nel Piano come le norme sul divieto di espianto di oliveti debbono essere riviste – evidenzia Librandi – allo stesso modo riteniamo che anche quelle che regolano i sottoprodotti in uscita dal frantoio meritino una rivisitazione. La ricerca scientifica ci presenta in ogni occasione soluzioni innovative per trasformare gli scarti di lavorazione delle olive in risorse, si pensi solo al riutilizzo dei polifenoli presenti nelle acque di vegetazione, e sarà dunque importante che la legge non ostacoli questo percorso virtuoso che può essere intrapreso”.

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Tags: frantoiani, ftrantoi, in evidenza, Piano Olivicolo Nazionale

Potrebbe piacerti anche

Piano olivicolo: per la Xylella un miliardo di euro, ecco per cosa
Trafugato olio extravergine dal frantoio per un valore di 80 mila euro

Potresti leggere