Piano Olivicolo, così si punta a ridurre i costi degli olivicoltori del 20%

Ecco le azioni proposte in favore degli olivicoltori italiani contenute nel Piano Olivicolo Nazionale e le risorse previste per abbattere i costi di produzione
Economia
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Il nuovo Piano olivicolo nazionale prevede interventi anche per concorrere ad una riduzione dei costi di produzione degli olivicoltori pari al 20% nell’arco di 6-10 anni. Questo quanto contenuto nella bozza presentata la scorsa settimana al tavolo di filiera, dove si evidenzia che “l’olivicoltura italiana ha dei costi di produzione elevati che si riflettono sul prezzo alla produzione. Ciò determina una bassa competitività del prodotto italiano sui mercati di sbocco”.

Le azioni proposte

La riduzione dei costi di produzione previsti dal Piano si potrà ottenere intervenendo sulla fase agricola, attraverso cinque precisi interventi .

Promozione di forme aggregate per la condivisione di fattori produttivi – L’utilizzo collettivo, sia di attrezzature sia di manodopera e di altri fattori produttivi, quali ad esempio sistemi di precision farming e reti di impresa, consentirebbero anche alle piccole aziende di ridurre i costi di produzione, raggiungendo obiettivi economici che altrimenti non riuscirebbero a conseguire.

A tal fine, nel Piano si “prevede il coinvolgimento di imprese associate, anche di nuova costituzione, sotto forma di cooperative, consorzi, reti di imprese ecc. Il contributo sarà finalizzato a programmi pluriennali (>=3 anni) di investimenti in macchinari e attrezzature e manodopera per 11,4 milioni di euro che corrisponde al 60% rispetto a un investimento complessivo di 17 milioni di euro all’anno”. 

Corsi di formazione – Al fine di consentire il ricorso a manodopera specializzata occorre implementare la formazione su tutte le operazioni colturali.

Il Piano stima di “realizzare ogni anno circa 200 corsi per la formazione di 4.500 operai specializzati per le operazioni di potatura, raccolta e moderna gestione dell’oliveto”. La formazione è richiesta da reti di imprese, cooperative, Op/AOP, organizzazioni di produttori e affidata a enti di formazione accreditati. Il costo stimato per allievo formato è di € 500,00 per una spesa totale di 2,25 milioni di euro annui. Il contributo si ipotizza pari all’80% con una spesa a carico del Piano Olivicolo Nazionale pari a 1,8 milioni di euro annui. Da valutare i corsi di formazione anche per operatori dei frantoi.

Introduzione di precision farming – In un’ottica di precision farming si introducono, ad esempio, sistemi DSS che consentono di ottimizzare la gestione della difesa fitosanitaria, della concimazione, dell’irrigazione e della raccolta riducendo i costi di produzione ed incrementando la redditività e la sostenibilità nonché migliorando la qualità del prodotto finito. Sono ricompresi tutti gli strumenti/accesso ai dispositivi per coadiuvare nella gestione agronomica e la diagnosi precoce di eventuali fitopatie.

In questo ambito si stima di “dotare aziende singole o associate, con superficie minima di 80 ettari, di sistemi precision farming in modo da servire una superficie di almeno 20.000 ettari”. Il contributo del Piano è pari a 3,2 milioni annui, pari all’80% dell’investimento previsto.

Valorizzazione dei sottoprodotti – Il riferimento è ai residue della lavorazione delle olive e ai residui delle operazioni colturali anche attraverso operazioni di concentrazione e razionalizzazione del prodotto così da ottenere reddito aggiuntivo monetizzando sui sottoprodotti.

In questo ambito il Piano riconosce che “la tematica è particolarmente ampia e la quantificazione di eventuali investimenti è resa difficoltosa da una casistica così ampia di operazioni possibili”.

Osservatorio dei costi di produzione e dei prezzi di mercato – Per una costante analisi del settore e per un adeguato supporto alle decisioni si propone la creazione di un osservatorio costi di produzione/prezzi alla produzione del settore in tutte aree olivicole del Paese e per i differenti segmenti produttivi. Questo si potrà integrare con un monitoraggio delle rese in campo (olive/ettaro) per avere una maggior contezza della variabilità produttiva. L’Osservatorio si potrà estendere anche alle olive da mensa. Il fabbisogno stimato è pari a 500 mila euro annui.

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Tags: in evidenza, Piano Olivicolo Nazionale

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