“La Tunisia ha raggiunto un record storico nelle esportazioni di olio d’oliva nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio”.
Gongola il ministro tunisino del Commercio e dello Sviluppo delle Esportazioni, Samir Abid, presentando alla sessione plenaria dell’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo, i risultati dell’export degli ultimi tre mesi, in risposta alle domande dei parlamentari.
“Questi risultati rappresentano un grande successo per la diplomazia economica tunisina “, ha aggiunto evidenziando che le esportazioni mensili hanno superato le 50.000 tonnellate, grazie agli sforzi coordinati di diverse parti interessate e aggiungendo che il suo dicastero si sta concentrando sul mantenimento dei mercati tradizionali, esplorando al contempo nuove destinazioni per l’olio d’oliva confezionato, il che rappresenta un salto di qualità per il settore. Tra i mercati tradizionali, come noto, ci sono l’Italia e la Spagna, le cui industrie olearie stanno approfittando a piene mani di un prezzo, quello dell’olio tunisino, ridotto all’osso.
A conti fatti, da ottobre ad oggi la Tunisia ha spedito oltre frontiera 200 mila tonnellate di olio di oliva. Mantenendo ancora una dotazione significativa, visto che buona parte dell’olio, specialmente negli ultimi mesi dello scorso anno si riferivano alla campagna precedente. E quella attuale è stimata in oltre 400 mila tonnellate.
Per quanto riguarda le esportazioni, Abid ha segnalato una graduale ripresa dei mercati tradizionali dopo le recenti interruzioni causate da procedure amministrative. Infine, ha confermato che la Tunisia ha richiesto l’avvio di negoziati con l’Unione Europea in merito all’esportazione di olio d’oliva e altri prodotti agricoli strategici. Concludendo che “questi negoziati non si limiteranno all’Unione europea, ma coinvolgeranno anche altri partner internazionali”. In particolare, come noto, la Tunisia ha chiesto di aumentare l’esenzione dei dazi, fino a 100 mila tonnellate di olio, il doppio di quelle attuali, ricevendo però subito un parere contrario da parte del commissario europeo all’agricoltura, accogliendo così la levata di scudi della filiera olivicola-olearia.

















