Spagna, ottime indicazioni dalle prime infiorescenze dell’olivo

Da una delle zone della provincia di Jaén positive aspettative
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Sicuramente non sarà un dato rappresentativo dell’intera Spagna. Ma suscita davvero piacevole incredulità quanto dichiarato dal Consiglio che regolamenta la Denominazione d’Origine Sierra de Cazorla, una delle Dop della provincia di Jaén, nel cuore dell’olivicoltura andalusa: “In termini percentuali c’è il 450% in più di fertilità nelle infiorescenze dei nostri oliveti rispetto allo scorso anno”.
L’annuncio è stato dato in una nota in cui si annuncia la piena fioritura degli oliveti in questo territorio posto in areale montuoso e l’avvio dell’allegagione.

“Un aspetto fondamentale che dà un’idea di dove potrebbe andare la potenziale produzione dei nostri oliveti – si legge nella nota – deriva dai dati forniti da uno studio che è stato effettuato sul numero medio di fiori per germoglio e la fertilità di questi fiori negli oliveti della nostra regione. Nello specifico, secondo i dati medi ottenuti, il numero medio di infiorescenze per germoglio quest’anno è stato di 9,78, ovvero praticamente 10 infiorescenze per germoglio. L’anno scorso questo valore era 8,52. Quest’anno il 67% dei boccioli fiorali sono fertili, un dato molto più alto rispetto all’anno scorso, che era pari ad uno scarso 15%. Vale la pena ricordare che la media storica in termini di fertilità delle infiorescenze di un anno normale nella nostra regione è del 53% circa. Questi dati inducono sicuramente all’ottimismo del settore per questo raccolto , perché in termini percentuali c’è il 450% in più di fertilità nelle infiorescenze dei nostri oliveti rispetto allo scorso anno.

Tuttavia – viene chiarito – nonostante la fertilità sia elevata, bisognerà prestare molta attenzione nelle settimane successive, perché anche se ora le prospettive di allegagione sono buone, vedremo fino a che punto questi frutti potranno svilupparsi e fruttificare. Una delle principali minacce è rappresentata dalla cascola fisiologica dei frutti che avviene nel mese di giugno. La natura stessa dell’olivo, per non compromettere il proprio sviluppo e il metabolismo della pianta , scarta i frutti che non è in grado di far crescere . Quando l’allegagione è molto superiore a quello che l’olivo ha dentro in termini di riserve, risorse nutritive e disponibilità idrica, è la pianta stessa a selezionare i frutti che costituiranno il futuro raccolto ed eliminare il resto. È un processo naturale affinché i frutti che escono giungano a maturazione nelle migliori condizioni, senza che l’olivo comprometta la sua integrità fisiologica, né quella dei frutti selezionati. In che misura sarà la cascola di giugno, è la grande incognita del presente e la grande questione che può determinare la produzione futura in termini di raccolto”.

L’organismo della Dop raccomanda nel frattempo alcune precauzioni agronomiche. “Siamo in un periodo in cui è opportuno intervenire il meno possibile sulla pianta, poiché la fioritura è un processo molto delicato e non vanno effettuati interventi mediante applicazioni fogliari sulla pianta , a meno che non sia strettamente necessari. Sarà necessario però intervenire sulla copertura vegetale: i mesi più caldi devono ancora arrivare e la pianta soffre le alte temperature con l’acqua immagazzinata nel terreno è per lei fondamentale. Qui c’è competizione per l’acqua, poiché anche la vegetazione spontanea e le erbacce che crescono intorno all’olivo richiederanno quell’acqua. È quindi fondamentale cercare di fermare la copertura vegetale, sfoltendo e tagliando l’erba in modo che rallenti e non consumi l’acqua tanto necessaria all’olivo”.

 

Tags: in evidenza, Jaén, Sierra de Cazorla, Spagna

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