C’è un forte bisogno di aumentare la consapevolezza del consumatore sulle caratteristiche, soprattutto organolettiche, dell’olio extravergine di oliva (EVO), in particolare sulle diverse varietà italiane, l’origine geografica, i metodi di produzione e le certificazioni di qualità (DOP, IGP, biologico). Lo riconosce il Piano Olivicolo che, nella bozza presentata al tavolo di filiera, ricorda come l’Olio non sia solo un ingrediente, ma un alimento con una sua identità e soprattutto un valore nutrizionale e salutistico, indicando in 10 milioni le risorse necessarie per una adeguata campagna di comunicazione.
In questo senso, viene ritenuto “fondamentale avvicinare le nuove generazioni al gusto e alla qualità dell’olio EVO. Si propone l’inserimento di percorsi formativi e attività esperienziali, sia in ambito scolastico che universitario, nello sport, ecc., per favorire la conoscenza e l’apprezzamento dell’olio sin dalla giovane età”. Previsti corsi di educazione alimentare nelle scuole elelmentari e medie, negli istituti alberghieri, con moduli educativi anche per Federazioni e Associazioni sportive.
Per una promozione efficace e targettizzata, il Piano prevede di individuare pubblici prioritari (es. famiglie, sportivi, professionisti della ristorazione), indicando segmenti chiave a cui rivolgersi e costruire messaggi ad-ho. Importante anche formare gli operatori della ristorazione (chef, camerieri, sommelier), affinché diventino ambasciatori dell’olio di qualità, capaci di trasmetterne il valore al cliente finale (es. la Carta degli oli, ecc.).
Attenzione anche alla grande distribuzione, con l’obiettivo di rafforzare la presenza dell’olio di qualità sugli scaffali dei supermercati, con una forte distintività per i prodotti locali, degli oli varietali, gli oli DOP/IGP, Bio, ecc., migliorando visibilità, comunicazione e informazione al consumatore.
Non viene persa di vista la dimensione internazionale, attraverso lo sviluppo di campagne Paese mirate nei mercati esteri, integrando, anche con le Regioni, le azioni già previste per la promozione dei prodotti agroalimentari.
Voce importante riveste anche il turismo enogastronomico e l’oleoturismo: qui il Piano indica l’obiettivo di rafforzare il legame tra olio e turismo, integrando percorsi oleoturistici con le reti del turismo regionale e nazionale. Le Regioni sottolineano il valore di esperienze immersive che uniscono olio, cultura e benessere, in linea con le migliori pratiche europee (ad es. Andalusia).
Da ultimo, ma non per ultimo, la comunicazione va tesa anche a spiegare il prezzo, in una prospettiva di sostenibilità e valore: qui il Piano chiarisce che occorre “comunicare in modo chiaro che il prezzo dell’olio EVO italiano non è un “costo”, ma un “valore”, frutto di pratiche sostenibili, rispetto ambientale e qualità certificata”.
Al fine di rafforzare la presenza online dell’olio extravergine di oliva italiano, si introduce una specifica linea di azione dedicata alla comunicazione digitale. Le attività previste includono: campagne social multilingue con Ambassador e influencer del mondo food; produzione di video brevi e storytelling territoriali; realizzazione di un hub digitale per buyer e giornalisti specializzati
A tal fine il Piano prevede di finanziare due campagne promozionali, una sul mercato nazionale ed una sui paesi terzi. Il costo a campagna si stima i 5 milioni di euro, per un finanziamento totale di 10 milioni di euro.
I risultati attesi? Un incremento della notorietà dell’olio “Olio EVO Italiano” e delle sue peculiarità territoriali; un aumento dei flussi turistici nei distretti olivicoli e percorsi oleo turistici; almeno 2.500 studenti coinvolti in attività educative; 500 ristoratori formati e aderenti alla rete “Olio EVO Italiano in Tavola”; una rete nazionale di oleo turismo digitalizzato, anche con utilizzo di QR code


















