C’è l’auspicio che arrivino entro l’estate – così da avere regole certe per l’avvio della nuova campagna olearia – le linee guida ufficiali del Comitato Biocarburanti chiamato a decidere il destino della sansa in uscita dai frantoi oleari a due fasi, rispondendo al quesito che sta creando più di una preoccupazione tra gli operatori:
Si potrà continuare a conferirla agli impianti a biogas o la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso anno che ne riconosce la prioritaria destinazione alimentare, secondo il principio del “first food”, ne renderà obbligatorio il conferimento ai sansifici per recuperare l’olio ancora presente?

Una domanda su cui si è incentrato uno dei quattro incontri che hanno caratterizzato il congresso nazionale di Aifo – l’Associazione italiana frantoiani oleari, tenutosi a Vasto in occasione del 30° anniversario della sua costituzione.
Sul tema è intervenuta Lorella Rossi, responsabile tecnica del Consorzio Italiano Biogas che ha aggiornato i presenti – quasi un centinaio gli associati intervenuti – sugli ultimi sviluppi della questione. In particolare, è stato ricordato, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha formalmente affidato a un’agenzia il mandato di redigere uno studio approfondito sul contesto produttivo, finalizzato a mappare le differenze tra le varie tipologie di sanse in uscita dai frantoi oleari. I risultati di questa analisi, attesi a breve, si concentreranno in particolare sul contenuto di umidità e di olio residuo di tali sottoprodotti.
Questo studio rappresenterà il passaggio fondamentale per sbloccare l’iter normativo: a seguito della sua pubblicazione, infatti, si riunirà il Comitato Biocarburanti per definire le linee guida ufficiali. L’obiettivo, ha sottolineato l’esponente del Consorzio Italiano Biogas è garantire che la sansa a due fasi, con le caratteristiche rilevate dallo studio, possa continuare a essere conferita agli impianti per la produzione di biometano avanzato.
Si tratta di un intervento cruciale e quanto mai urgente, anche alla luce della proroga di 24 mesi per l’entrata in esercizio degli impianti legati al PNRR (Decreto 2022), che farà impennare la richiesta di sottoprodotti nei prossimi due anni. L’auspicio è che il quadro si delinei in modo definitivo e positivo entro l’avvio della nuova campagna olearia.

“Come associazione di frantoiani – ha commentato il presidente di Aifo, Alberto Amoroso – confidiamo in una soluzione ragionevole della problematica riguardante l’utilizzo di questo importante sottoprodotto . Vi è la necessità di valorizzare tutte le sanse con metodi tecnologicamente adeguati che ne permettano un virtuoso compimento di economia circolare. Va altresì tenuto in debito conto la questione della logistica per il conferimento delle sanse e in particolare il limite dei 70 chilometri dai luoghi di produzione, per non rendere anti-economica qualsiasi soluzione venisse prospettata”.

















