Il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP punta a un primato storico: diventare il primo consorzio olivicolo in Italia a dotarsi di una relazione di sostenibilità. Il traguardo è fissato per la campagna olearia del 2027, anno in cui l’ente disporrà di uno strumento ufficiale per misurare e certificare le performance ambientali, sociali ed economiche dell’intera filiera.
L’annuncio è stato dato durante l’assemblea annuale tenutasi alla Certosa di Firenze, alla quale ha preso parte anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Marras. Il progetto si inserisce nella cornice della nuova normativa europea sulla Dop Economy – che spinge i consorzi verso un ruolo di leadership nella transizione ecologica – e coinvolgerà una rete significativa: quasi 8 mila soci e circa 7 milioni di olivi radicati nel territorio regionale.

«Ci siamo prefissati l’obiettivo di essere il primo consorzio di tutela del comparto oleario a denominazione a produrre una relazione di sostenibilità», ha dichiarato il presidente Fabrizio Filippi. «Non è un adempimento obbligatorio, ma crediamo sia importante offrire ai consumatori un ulteriore elemento di distintività insieme a qualità, origine e tracciabilità».
La relazione non sarà un semplice manifesto di intenti, ma si baserà su parametri scientifici e indicatori oggettivi, elaborati in collaborazione con il Pin di Prato e l’Università di Firenze. Sotto la lente degli esperti finiranno fattori cruciali come il consumo di acqua ed energia per singolo litro di olio prodotto, la diffusione delle coltivazioni biologiche e la quota di imprese a guida femminile.
L’operazione, secondo i vertici del Consorzio, non ha solo un valore etico, ma anche una forte valenza strategica: blindare il posizionamento del Toscano IGP sui mercati internazionali, contrastare efficacemente il fenomeno del greenwashing e garantire ai consumatori dati trasparenti e verificabili.
Un’evoluzione che poggia su basi solide: l’ultima campagna olearia si è infatti chiusa con circa 22 mila quintali di prodotto certificato. Per l’oro verde della Toscana, la nuova sfida è ormai tracciata: affiancare ai pilastri storici di origine e qualità il valore della sostenibilità misurata.


















