Con la scomparsa di Giorgio Pannelli, l’olivicoltura italiana perde una figura di grande valore umano e scientifico, un ricercatore che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio, alla valorizzazione e alla diffusione delle conoscenze legate al patrimonio olivicolo nazionale.
Già ricercatore del CREA, Giorgio Pannelli ha rappresentato un punto di riferimento per tecnici, agronomi, operatori del settore e per intere generazioni di professionisti che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di confrontarsi con la sua competenza. Il suo lavoro ha contribuito in maniera concreta allo sviluppo dell’olivicoltura italiana, promuovendo una visione moderna della coltura dell’olivo, capace di coniugare produttività, sostenibilità ambientale e valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico.
Il suo impegno è stato rivolto in particolare alla tutela degli olivi monumentali, alla gestione razionale degli impianti e alla diffusione di tecniche agronomiche fondate su solide basi scientifiche. Attraverso l’attività di ricerca, divulgazione e formazione, ha lasciato un’eredità importante che continuerà a guidare il lavoro di molti professionisti del settore.
Personalmente mi lega a Giorgio un sentimento di profonda stima e riconoscenza. Ho avuto il privilegio di condividere con lui idee, riflessioni e lavoro professionale, apprezzandone sempre la disponibilità, la competenza e l’umanità.
Tra le esperienze che conserverò con particolare affetto vi è la possibilità di aver scritto insieme un articolo tecnico-scientifico dal titolo “La gestione degli olivi secolari tra produttività e sostenibilità”, pubblicato su L’Informatore Agrario, nel quale abbiamo affrontato temi centrali quali la tutela degli olivi monumentali, la sostenibilità ambientale e il ruolo dell’olivicoltura nella conservazione del paesaggio e nella mitigazione dei cambiamenti climatici.
Continua a gestire con arte e scienza gli olivi ovunque tu sarai.

















