L’Italia continua l’acquisto di olio tunisino: siamo a 73.600 tonnellate

Anche in questa estate il nostro paese si conferma tra i mercati di riferimento dell'export di olio della Tunisia
Economia
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Anche a luglio è proseguito, sia pure in misura minore, l’acquisto di olio tunisino da parte dell’industria olearia italiana. Altre 4.250 tonnellate hanno transitato dal paese nordafricano fino ai nostri porti, portando il totale di olio esportato in Italia nel corso dell’ultima campagna olearia a 73.600 tonnellate.
Più di noi ha acquistato olio tunisino la Spagna, il cui approvvigionamento ha superato le 118 mila tonnellate. E considerando la triangolazione Tunisia-Spagna.Italia, è lecito supporre che anche parte di questo olio abbia raggiunto la penisola.

Che le esportazioni di olio dalla Tunisia viaggiano a ritmi sempre sostenuti, peraltro, lo certifica l’Osservatorio nazionale dell’agricoltura (Onagri) che ha evidenziato, nel consueto report periodico, come nei primi nove mesi della campagna 2025-2026 abbiano raggiunto le 368 mila tonnellate, contro le 236.900 dello stesso periodo della stagione precedente, con un aumento del 55,3%.

I ricavi sono saliti del 44,4%, attestandosi a circa 1,4 miliardi di euro. Sempre l’Onagri ha rimarcato come la crescita dei volumi, superiore a quella degli introiti, riflette soprattutto l’abbondanza della produzione tunisina nell’ultima campagna e il contemporaneo ridimensionamento dei prezzi internazionali. A luglio il prezzo medio all’esportazione è comunque aumentato dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2025.

olio di olivaSono numeri che testimoniano come la Tunisia si confermi tra i principali protagonisti del commercio internazionale dell’olio. Andando nel dettaglio dell’ultimo report, l’olio extravergine ha rappresentato l’83,6% delle esportazioni complessive, raggiungendo più di 70 destinazioni nel mondo. L’Europa si conferma il principale sbocco commerciale, concentrando il 57,1% dei quantitativi, davanti a Nord America e Asia.

Il dato sulle modalità di vendita evidenzia la criticità strutturale per la filiera tunisina. La maggior parte dell’olio viene infatti ceduta senza confezionamento: il prodotto sfuso genera l’81,4% del fatturato legato all’export, mentre quello imbottigliato contribuisce per il restante 18,6%. Questo significa che una parte significativa del valore economico viene realizzata al di fuori del Paese, dove l’olio tunisino può essere confezionato e proposto ai consumatori attraverso brand stranieri.

Parallelamente, guadagna terreno l’olio certificato biologico. Nei primi nove mesi della campagna, le vendite oltreconfine di bio hanno raggiunto quota 51.200 tonnellate, per un giro d’affari stimato in circa 204 milioni di euro.

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Tags: export, extravergine, in evidenza, olio tunisino

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