All’Oleificio Torchia l’alta qualità fa rima con formazione

Nuovo impianto e spinta alla divulgazione dell'extravergine
Regione che vai, frantoio che trovi
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Ci sono famiglie dove l’olivicoltura è tramandata di padre in figlio, racchiudendo in sé un patrimonio di valori, usi e tradizioni che forgiano straordinarie identità. La famiglia Torchia di Tiriolo, paesino abbarbicato sulle colline di Catanzaro, ne è un esempio concreto. Da 60 anni l’attività ruota attorno agli oliveti secolari e al frantoio, realizzato con grandi sacrifici da Federico ed oggi guidato sapientemente dai figli Giuseppe e Tommaso con bottiglie di extravergine che – tra Igp e biologico, blend e monovarietali – viaggiano in tutta Italia e fanno anche bella mostra di sé in negozi e ristoranti gourmet d’Europa, in particolare Germania e Belgio.
Ce ne sarebbe tanto da raccontare di questa azienda, presidio Slow Food per l’extravergine, con 170 ettari di oliveti sparsi nella meravigliosa terra calabrese, dove la varietà di casa Carolea, delicata ed equilibrata, è affiancata dalle più intense e fruttate Coratina e Nocellara, con una gestione improntata alla piena sostenibilità sociale, economica ed ambientale e dove l’innovazione in frantoio è stata costante nel tempo, rigorosamente nel segno di Pieralisi, con macchinari capaci di volta in volta di supportare il lavoro del frantoiani per un olio che sa sprigionare al meglio profumi e sapori.
L’attenzione però merita di essere indirizzata sul nuovo corso che l’Oleificio Torchia sta sviluppando, sostenendo formazione e informazione, alimentando la cultura dell’extravergine, ponendosi come paladino di una promozione della qualità olearia da diffondere e divulgare. Quasi un impegno sociale per una terra dove l’olivo sa offrire meravigliosi frutti e che rappresenta una componente importante dell’economia regionale da tutelare e valorizzare. Ecco perché la nuova struttura che sta sorgendo a qualche centinaio di metri dal cuore produttivo, è stata pensata non solo come sede di un nuovo frantoio, anch’esso ovviamente Pieralisi (squadra che vince non si cambia) dove sviluppare una produzione elevando se possibile ancor più la tipicità – per la qualità si è già al top – ma anche per favorire la divulgazione e la conoscenza dell’extravergine, attraverso sale panel e conferenze, sala didattica e, più in generale, una accurata ospitalità per accogliere visitatori curiosi, interessati a scoprire, oltre alla bontà, anche le straordinarie proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.
Ed ecco perché non minore è l’investimento che l’Oleificio Torchia sta sviluppando anche sul capitale umano, sotto la sapiente regia di Lucia Talotta, punto di riferimento nella formazione oltre che nella commercializzazione, che ha da poco favorito l’organizzazione di un corso di idoneità all’assaggio (tra i relatori anche Beniamino Tripodi della Pieralisi). Una ulteriore testimonianza di come, tra lavorazione negli oliveti ed in frantoio, realizzazione di una nuova accogliente struttura ed iniziative formative, vi sia un comune denominatore che ha uno slogan ben preciso: amore sincero e viscerale per l’olio di qualità.

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