Controlli sull’olio di oliva, i rilievi della Corte dei Conti Europea

Attualità
Views: 6

Secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea, le carenze presenti nei sistemi di controllo sull’olio di oliva dell’Unione europea rischiano di mettere a repentaglio la qualità, la sicurezza e la tracciabilità della produzione. Sebbene i controlli degli Stati membri finalizzati a rilevare residui di antiparassitari nell’olio d’oliva proveniente dai paesi UE siano chiari e funzionino in genere correttamente, quelli per altri contaminanti sono meno sviluppati e alcune norme (in materia ad esempio di miscelazione e controlli di tracciabilità) non sono abbastanza precise.

A preoccupare i revisori è soprattutto la tracciabilità transfrontaliera. Quando l’olio è il risultato di miscele provenienti da più Paesi (UE o extra-UE), seguire il filo della produzione diventa un’impresa complessa. La mancanza di linee guida chiare sulla miscelazione di oli di raccolti o categorie diverse crea un “vuoto” normativo che ogni Stato membro riempie a modo suo, frammentando l’omogeneità del mercato unico.

“I consumatori devono potersi fidare della qualità e dell’autenticità dell’olio che acquistano”, ha dichiarato Joëlle Elvinger, membro della Corte responsabile dell’audit. “Migliorare la chiarezza giuridica è essenziale per tutelare la reputazione dell’oro verde europeo”.

Il caso delle importazioni e il “modello italiano”

Il tasto dolente riguarda le frontiere. Nonostante l’UE importi circa il 9% del suo fabbisogno annuo, i controlli sui contaminanti per l’olio proveniente da paesi extra-UE sono risultati “inesistenti o sporadici” in diversi Stati membri oggetto dell’analisi.

Nel corso dei controlli per la sicurezza alimentare e della conformità, il livello di monitoraggio della tracciabilità varia da uno Stato membro all’altro. Paesi come la Spagna e l’Italia, evidenzia la Corte, tracciano in registri elettronici l’origine delle olive e dell’olio d’oliva in tutte le fasi della catena di approvvigionamento, al fine di aumentare la trasparenza e prevenire le frodi.

Le criticità per la Commissione Europea

La Corte bacchetta anche la Commissione Europea, rea di avere solo una “visione parziale” dell’efficacia dei sistemi nazionali. Lo scambio di informazioni tra Bruxelles e le capitali non sarebbe sufficiente a garantire un monitoraggio costante e uniforme.

In sintesi, i punti critici rilevati dall’audit (2018-2023):

Controlli incompleti: alcune fette di mercato sono escluse dalle valutazioni del rischio;
Miscele poco chiare:  norme ambigue sulla tracciabilità degli oli composti da diverse annate o provenienze;
Monitoraggio import: carenza di verifiche sistematiche sui prodotti in entrata da Paesi terzi.

L’appello dei revisori è chiaro: per mantenere il primato mondiale di qualità, l’Europa deve armonizzare le verifiche e chiudere i buchi normativi che permettono alle irregolarità di scivolare tra le maglie della rete.

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Tags: controlli olio di oliva, in evidenza, olio extravergine di oliva

Potrebbe piacerti anche

Registro Telematico Olio, bonifica al via: cosa cambia per frantoi e olivicoltori

Author

Potresti leggere