In 8 mesi oltre 200 mila tonnellate di olio dalla Spagna all’Italia

Mentre l'olio nazionale resta invenduto mettendo in crisi frantoi e cooperative, continua l'acquisto massiccio dal paese iberico
Economia
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Mentre l’olio italiano resta drammaticamente in giacenza tra cooperative e frantoi con una gravissima sofferenza economica e pericolose prospettive per la prossima campagna (111 mila tonnellate di solo extravergine stoccate tra Puglia, Calabria e Sicilia), quello spagnolo continua a viaggiare in lungo ed in largo nel nostro paese per raggiungere i grandi confezionatori dell’industria olearia. È di oggi la notizia che tra ottobre e maggio un terzo dell’olio esportato dal paese iberico nel mondo ha avuto come destinazione proprio l’Italia. E parliamo di numeri davvero significativi: 660.267 le tonnellate esportate, 205.434 quello piazzate nella penisola. Se si considera che nello stesso periodo in Spagna sono entrate 70 mila tonnellate di olio tunisino, è ragionevole immaginare che in quelle 205.434 tonnellate vi sia anche una quota di prodotto del paese nordafricano (oltre a quella acquistata direttamente), in quelle triangolazioni che le associazioni di categoria hanno più volte denunciato.

Ovviamente parliamo delle più diverse tipologie di olio di oliva,  con l’extravergine che è pari al 68%, e dunque considerando anche vergine, di sansa, lampante, raffinato. E paradossalmente, per quanto rilevanti, le 205.434 tonnellate rappresentano il 6% in meno di quanto importato dall’Italia nello stesso periodo dello scorso anno, quando però la produzione nazionale (campagna 2024/2025) era stata molto più ridotta di quella appena trascorsa.

Certo, è fuori discussione che i consumi di olio nel nostro paese siano largamente superiori alla produzione: siamo nell’ordine di 500 mila tonnellate a fronte di 340 mila prodotte, con l’aggiunta di altre 350 mila tonnellate di olio con marchio italiano esportate all’estero. Dunque serve l’olio straniero. Il vero problema è che, ai prezzi stracciati che si spuntano in ogni angolo del mondo dove si produce olio, a rimetterci è quello italiano che, malgrado quotazioni clamorosamente in discesa che non coprono più i costi di produzione, si mantiene ancora a valori superiori.

Tornando all’export spagnolo, che è valso nel periodo considerato 3 miliardi di euro, oltre all’Italia che guida la destinazione dell’olio, acquirenti rilevanti sono gli Stati Uniti (90 mila tonnellate), il Portogallo (63 mila), la Francia (58 mila), il Regno Unito (27 mila), la Cina (19 mila) e la Germania (14 mila).

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Tags: export olio, in evidenza, Italia, olio, Spagna

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