Il Comune di Bitonto ha invitato la Regione Puglia a valutare se possa incidere sull’efficacia dell’Autorizzazione Unica concessa alla società che intende realizzare il maxi impianto fotovoltaico nel proprio territorio, l’inadempienza registrata rispetto alle prescrizioni previste. E le prescrizioni riguardano in particolare il mancato reimpianto dei 2.100 olivi monumentali espiantati (ad eccezione di quelli in stato di degrado) come invece era previsto nell’Autorizzazione stessa, adempimento per altro indicato espressamente come “prescrittivo ai fini dell’efficacia dell’atto autorizzativo”.
Il mancato reimpianto era stato evidenziato da Cia Puglia che aveva inviato un invito-diffida al Comune e alla Regione, sottolineando l’inadempienza della società e chiedendo provvedimenti conseguenti.
Il Comune, da parte sua, ha riscontrato la correttezza della segnalazione, evidenziando nella nota trasmessa in Regione che “è un fatto che tutte le 2.100 piante di olivo preesisstneti siano state divelte e che alcuna di esse sia stata ricollocata altrove”. Né può essere considerata una compensazione la scelta della società di impiantare 3.135 piante di olivo di giovanissima età poiché, evidenzia il Comune, “questa possibilità non poteva che essere residuale rispetto al reimpianto (sia pure parziale) delle piante sane rimosse nell’esecuzione dei lavori”.

Per il riconfermato presidente di Cia Puglia, Gennaro Sicolo, la battaglia è solo all’inizio: “Siamo stati gli unici che hanno denunciato lo scempio contro l’olivicoltura che si sta registrando non solo a Bitonto, ma in tutta la Puglia. Ed è uno scempio che deve essere fermato a tutti i costi. Qui a Bitonto abbiamo fatto l’accesso agli atti e attivato una serie di azioni legali per vederci chiaro su una situazione che chiara non ci sembrava affatto. E siamo pronti a portare le carte in Procura se gli enti preposti non adotteranno provvedimenti conseguenti. Ma non possiamo andare avanti solo con le carte bollate. Per questo apprezzo che il presidente della Regione Antonio Decaro e l’assessore all’agricoltura Francesco Paolicelli si stiano attivamente adoperando per adottare un provvedimento che individui le aree idonee a tali impianti. E confido sul fatto che riescano a breve a fermare lo scempio ai danni dell’olivicoltura pugliese che resta un patrimonio dell’intera collettività”.



















