Gli accertamenti sono stati condotti anche attraverso l’analisi dei contenuti dei social network, dove veniva pubblicizzata la vendita di “olio extravergine pugliese a buon prezzo, estratto a freddo […], filtrato, gusto delicato leggero, ideale per attività di ristorazione, rivenditori e privati”.

Le indagini hanno evidenziato l’esistenza di un sistema strutturato di commercializzazione con un listino prezzi differenziato in base ai volumi acquistati.

I soggetti indagati sono stati fermati mentre trasportavano, a bordo di un furgone noleggiato, un consistente carico di taniche di olio destinato alla vendita.

La perquisizione del mezzo e di un garage presso l’abitazione di residenza dei coniugi ha permesso di sottoporre a sequestro l’intero quantitativo rinvenuto.

Le successive analisi chimiche condotte dal laboratorio dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari hanno attestato la totale difformità del prodotto rispetto alla classificazione dichiarata, che è risultato essere olio di semi di girasole con aggiunta di coloranti.