Il riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del settore olivicolo per l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali; l’introduzione con decorrenza immediata del documento di trasporto in formato elettronico promesso ma non ancora attivato; un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale vero e verificabile; misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi.
Sono le quattro richieste di Orgoglio Olivicolo che ha annunciato un cammino itinerante di mobilitazioni che partirà da Corato giovedì prossimo, proseguirà venerdì a Bitonto e si chiuderà lunedì davanti alla Prefettura di Bari, a cui sono stati invitati gli agricoltori degli altri comparti e i sindaci dei Comuni pugliesi.

“La raccolta delle olive è alle porte”, ricorda Orgoglio Olivicolo in una nota, “tra 20 giorni non possiamo rischiare di raccogliere solo povertà e desolazione. Lo avevamo promesso: la mobilitazione è partita, stavolta non ci fermiamo. Il nostro è un ultimatum, perché di tempo ce ne hanno fatto perdere fin troppo: entro le ore 12:00 di lunedì 12 ottobre, se da Governo e Regione non arriveranno risposte alle nostre rivendicazioni, consegneremo al Prefetto le nostre richieste e continueremo i presidii e le mobilitazioni estendendole agli altri comuni della Puglia e di tutte le regioni del Sud Italia, per poi organizzare una grande manifestazione a Roma”.
“Di certo – continua la nota – questa volta non saremo noi ad andare a casa a mani vuote e bagnate dalle lacrime della disperazione, senza che le nostre rivendicazioni siano finalmente ascoltate. Il caro carburante è il colpo di grazia a una olivicoltura agonizzante e a tutto un comparto agricolo, di ogni settore, che sta vivendo un vero e proprio incubo. Serve che la Regione Puglia attivi misure compensative anche sul fronte del caro carburante, oltre che le azioni previste nella nostra piattaforma di proposte. Nei prossimi giorni, ogni olivicoltore e ciascun singolo frantoiano deve essere protagonista di questa battaglia di dignità, che è anche e soprattutto una battaglia per la sopravvivenza di un intero comparto”.



















