Tunisia, la Pieralisi guida la modernizzazione dei frantoi oleari

Il paese nordafricano è il secondo produttore mondiale di olio dopo la Spagna. L'azienda italiana chiamata a sostenere l'innovazione nella fase di trasformazione
Economia
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La Tunisia è diventata quest’anno il secondo produttore mondiale di olio d’oliva dopo la Spagna, con oltre 450.000 tonnellate. , in larga parte esportate principalmente in Europa, ma anche negli Stati Uniti e paesi emergenti nel consumo di questo prodotto. E le prospettive di crescita sembrano non fermarsi. Facciamo il punto con Faten Zoghlami, Managing Director della Pieralisi Maghreb, anche alla luce del successo che l’azienda italiana ha riscontrato alla recente fiera Sma Medfood di Sfax.

Faten Zoghlami

Faten Zoghlami, ci si aspettava volumi così elevati? E come spiega questa crescita esponenziale della produzione?
“Le prestazioni eccezionali della Tunisia confermano innanzitutto il formidabile potenziale del suo patrimonio olivicolo. Sebbene le condizioni climatiche favorevoli di questa campagna abbiano ampiamente contribuito a questo raccolto storico, questo risultato non è puramente congiunturale. Da diversi anni osserviamo una profonda evoluzione del settore: miglioramento delle pratiche colturali, modernizzazione progressiva delle aziende olivicole, sviluppo dell’irrigazione in alcune regioni, professionalizzazione dei produttori e una crescente volontà di investire nella quantità e nella qualità.

La Tunisia dispone oggi di uno dei più importanti patrimoni olivicoli del Mediterraneo, con oltre 100 milioni di olivi su 2 milioni di ettari. Questa ricchezza naturale, combinata con un know-how riconosciuto e una crescente apertura verso i mercati internazionali, le consente di imporsi come un attore principale della produzione mondiale. Inso,,a, è un Paese che oggi può vantare tutti i requisiti per diventare non solo un leader mondiale in termini di volume, ma anche un punto di riferimento internazionale in materia di qualità, innovazione e sostenibilità”.

Una produzione di tale portata richiede che venga implementata anche la fase di trasformazione. Come si sta evolvendo lo sviluppo dei frantoi nel Paese, sia in termini di modernizzazione dei macchinari sia per quanto riguarda la costruzione di nuovi impianti? Esistono aiuti pubblici per sostenere questi investimenti?
“La modernizzazione dei frantoi costituisce oggi uno dei principali fattori di competitività della filiera tunisina. Constatiamo un’accelerazione degli investimenti in attrezzature più efficienti, capaci di rispondere simultaneamente alle esigenze di produttività, qualità dell’olio, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Molti operatori scelgono inoltre di sostituire progressivamente i vecchi impianti per migliorare le proprie rese e preservare le qualità organolettiche degli oli. Parallelamente, nascono nuovi progetti, portati avanti sia da investitori privati sia da produttori desiderosi di integrare un maggiore valore aggiunto nella propria attività.

La Tunisia beneficia oggi di un contesto sempre più favorevole agli investimenti nella modernizzazione della filiera olivicola. Sono mobilitati diversi strumenti di supporto, che si tratti di misure nazionali di incentivazione agli investimenti, di programmi di finanziamento proposti da banche e istituti finanziari, o ancora di progetti sostenuti da partner internazionali come l’Unione Europea, le agenzie di cooperazione bilaterale e le istituzioni finanziarie di sviluppo.

I dispositivi nazionali di incentivazione agli investimenti sono gestiti in particolare dall’APIA (Agenzia di Promozione degli Investimenti Agricoli), dall’API (Agenzia di Promozione dell’Industria e dell’Innovazione) e da fondi specifici come il FODEC (Fondo di Sviluppo della Competitività). Questi meccanismi sostengono la creazione, l’ampliamento o la modernizzazione dei frantoi (sistema continuo), nonché l’acquisto di attrezzature ad alte prestazioni. Tali dispositivi concedono sovvenzioni e agevolazioni fiscali per incoraggiare la modernizzazione tecnologica, la valorizzazione dei sottoprodotti e l’imbottigliamento per l’esportazione.

Al di là degli aiuti agli investimenti, gli organismi pubblici contribuiscono attivamente allo sviluppo della filiera. L’Istituto dell’Olivo (Institut de l’Olivier), ente pubblico di ricerca sotto la tutela del Ministero dell’Agricoltura, svolge un ruolo essenziale nella ricerca applicata, nel trasferimento tecnologico, nella diffusione delle buone pratiche e nella formazione dei professionisti, contribuendo così al miglioramento continuo della produttività e della qualità dell’olio d’oliva.

Inoltre, a livello istituzionale, la filiera è sostenuta attraverso l’Ufficio Nazionale dell’Olio (Office National de l’Huile – ONH), l’organismo pubblico incaricato della regolamentazione e della promozione del settore. L’ONH può attivare programmi di stoccaggio durante le campagne di forte produzione per stabilizzare il mercato, accompagnando al contempo gli esportatori nella promozione dell’olio d’oliva tunisino e nei percorsi di qualità. Questa dinamica riflette una vera e propria presa di coscienza: investire in tecnologie efficienti non è più un lusso, ma una condizione essenziale per rimanere competitivi su un mercato internazionale in cui i requisiti di qualità sono sempre più elevati”.

L’incontro a Sma Medfood di Sfax

Quale ruolo può svolgere Pieralisi in questa fase, forte di una tecnologia all’avanguardia, in particolare quando è orientata verso i grandi volumi, e di un centro di assistenza capace di rispondere perfettamente alle esigenze e alle aspettative del cliente?
“Da oltre 135 anni, Pieralisi accompagna i produttori di olio d’oliva nelle principali regioni olivicole del mondo. La nostra ambizione non si limita alla fornitura di attrezzature: accompagniamo i nostri clienti nella loro ricerca di prestazioni, qualità e redditività.

In Tunisia, dove i volumi prodotti continuano a crescere, i frantoi hanno bisogno di soluzioni capaci di lavorare rapidamente grandi quantità di olive, preservando al contempo la qualità dell’olio. È proprio in questo connubio tra capacità industriale, innovazione tecnologica e controllo del processo di estrazione che risiede l’esperienza di Pieralisi.

Le nostre soluzioni tecnologiche – come il Protoreattore (che ottimizza la gramolatura riducendo i tempi e preservando i polifenoli) o i decanter – sono perfettamente calibrate per trattare grandi tonnellaggi in continuo. La nostra tecnologia garantisce un notevole risparmio energetico, una riduzione del consumo di acqua e una qualità dell’olio impareggiabile.

In Tunisia, la campagna olivicola è breve e intensa; ogni ora di fermo macchina rappresenta una perdita finanziaria. Pieralisi Tunisia si affida a un centro di assistenza tecnica locale altamente qualificato e a uno stock strategico di pezzi di ricambio originali. Assicuriamo una presenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7 al fianco dei nostri clienti per garantire la continuità operativa e massimizzare la loro produttività durante i picchi di raccolta.

Anche la nostra presenza locale in Tunisia costituisce un vantaggio fondamentale. Grazie a Pieralisi Tunisia, assicuriamo un supporto di prossimità: consulenza pre-investimento, installazione, messa in servizio, manutenzione preventiva e correttiva, disponibilità di pezzi di ricambio e assistenza tecnica rapida durante tutta la campagna olivicola. Questa vicinanza consente ai nostri clienti di mettere in sicurezza la propria produzione in un periodo in cui ogni ora di fermo può avere un impatto economico significativo.

Al di là della tecnologia, desideriamo contribuire allo sviluppo sostenibile della filiera tunisina favorendo il trasferimento di competenze, la formazione degli operatori e l’adozione delle migliori pratiche internazionali. Siamo convinti che il futuro dell’olivicoltura passerà tanto dall’innovazione quanto dalla condivisione delle conoscenze e dalla valorizzazione dell’eccellenza”.

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Tags: in evidenza, olio di olivs, olio extravergine di oliva, Tunisia

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