C’è un territorio d’Italia dove molti frantoi hanno chiuso uno dopo l’altro, senza più olive da lavorare, per un batterio che ha decimato milioni di piante di olivo, un batterio che è ancora vivo, che minaccia seriamente luoghi vicino.
Siamo in Salento, il tacco d’Italia, dove tutto ha avuto origine. Dove la Xylella ha devastato non solo un paesaggio, ma un’intera economia.
E “Xylella, la crisi dei frantoi in Salento” è un appuntamento da non perdere alla prossima edizione dell’EnoliExpo di Bari. Un appuntamento in programma venerdì pomeriggio, alle ore 15.00, promosso da FOA – Frantoi Oleari Associati, aperto a chiunque ha a cuore l’olivicoltura non solo salentina, ma di tutta la Puglia e, se possibile, dell’Italia intera. Perché la Xylella è viva e vegeta, perché dal Salento è partita e, per quanto si cerchi di contrastarla, non è stata ancora debellata, pronta a colpire dove meno te lo aspetti.

Ne parleranno insieme autorevoli personalità: a partire da Giovanni Melcarne, punto di riferimento dei frantoiani ancorati alla loro terra e che con grande tenacia ha individuato le strade innovative per continuare la secolare attività che viene svolta in questa parte martoriata della Puglia olivicola. Una voce spesso – molto spesso – fuori dal coro, anche colorita laddove necessario, specie per replicare a negazionisti e ai mistificatori di presunti complotti, sostenuti pure da chi – per i ruoli istituzionali o professionali ricoperti – avrebbe fatto miglior figura quantomeno a tacere.
“Pronti ad indicare dati, numeri, elementi che fanno capire cosa è capitato qui in Salento – spiega Melcarne – che non è una realtà a se stante, ancorché non considerata come merita. Perché quello che è capitato qua potrebbe ripetersi in provincia di Brindisi e anche oltre. Bene dunque chiarire come è la situazione, anche per controbattere a chi, a distanza di oltre un decennio, ancora continua a raccontare fandonie”.

Con lui il prof. Pier Paolo Miglietta, dell’Università del Salento, autorevole punto di riferimento nel settore. “La crescente scomparsa dei frantoi nel Salento – rimarca – rappresenta uno degli effetti più evidenti della crisi che ha interessato l’intera filiera olivicola. Lo studio che verrà presentato, frutto della collaborazione tra i gruppi di ricerca di Economia agraria, alimentare ed estimo rurale e di Statistica dell’Università del Salento, mostra come la chiusura dei frantoi si sia accentuata nelle aree maggiormente colpite dalla diffusione della Xylella fastidiosa e presenti una chiara consequenzialità temporale rispetto all’avanzamento dell’epidemia. La progressiva riduzione della disponibilità di olive ha infatti inciso in modo determinante sulla sostenibilità di molte strutture di trasformazione.
Leggere questo fenomeno evidenziandone la distribuzione territoriale e l’evoluzione nel tempo è fondamentale per comprendere meglio le dinamiche della crisi che ha attraversato l’olivicoltura salentina e e per orientare uno sforzo di ricerca volto a individuare nuove prospettive di rilancio per il settore”.

Concetti condivisi pienamente da Michele Librandi, presidente nazionale del Foa che aggiunge: “La devastazione che ha prodotto la Xylella non deve restare un problema confinato nel Salento, perché abbiamo visto come la diffusione sia rapida e veloce. Dunque dobbiamo essere pronti ad affrontarla anche in areali diversi, facendo tesoro di questa drammatica esperienza, mettendo in evidenza gli esempi virtuosi, facendo muro contro chi nega l’evidenzia. Noi frantoiani siamo stati tra i primi che hanno pagato un duro prezzo alla Xylella. Ed i frantoiani, è bene ricordarlo, non sono solo imprenditori, ma un fondamentale presidio del territorio, capaci di tenerlo unito sotto il profilo sociale ed economico, diventando punto di riferimento di tante famiglie di olivicoltori”.
L’incontro precederà l’assemblea annuale che Foa Italia ha scelto di tenere all’EnoliExpo, l’unica fiera in Italia rivolta ai frantoiani, con la presenza di tutte le principali aziende produttrici di macchine olearie e prodotti e servizi per la trasformazione delle olive in olio.


















