Quella che vedete nella foto di copertina è la bottiglia d’olio presente in un ristorante della Puglia, la regione cuore dell’olio italiano, dove casualmente sono andati a cena i rappresentanti di FOA, Frantoi Oleari Associati che l’hanno subito postata sui social. Con questo commento:
” In Puglia ci aspettiamo di celebrare la nostra eccellenza. Ma la realtà ai tavoli è sempre questa? Ci troviamo in Puglia, la regione più rappresentativa per la produzione del nostro “oro verde”, una terra le cui radici storiche e culturali sono indissolubilmente legate all’olivo.
I ristoratori dovrebbero essere i primi veri ambasciatori della nostra cucina e i più grandi promotori dei prodotti del territorio. L’olio extravergine d’oliva non è solo un condimento: è l’emblema della nostra identità culinaria.
Eppure, ieri sera, in un ristorante locale ci è stata servita la scena che vedete nella foto. Un’oliera da tavolo anonima, senza alcuna indicazione di origine e sprovvista di tappo antirabbocco.
Ricordiamo a tutti che portare le classiche oliere rabboccabili ai tavoli dei ristoranti non è più consentito dalla legge (Legge 161/2014). L’olio deve essere servito in bottiglie etichettate e dotate di chiusura antimanomissione per garantire al consumatore qualità, igiene e provenienza certa. Servire il nostro prodotto simbolo in questo modo va contro ogni logica di valorizzazione delle imprese locali e sminuisce il duro lavoro dei nostri frantoiani.
Come FOA Italia, facciamo un appello:
- Ai ristoratori: valorizzate il nostro territorio! Una bottiglia di olio EVO etichettata e a norma è un biglietto da visita che certifica la qualità del vostro locale.
- Ai consumatori: pretendete la trasparenza! Chiedete sempre bottiglie a norma.
Difendiamo insieme la cultura del vero Olio Italiano”.


















