Crisi prezzi dell’olio, in pressing per misure più stringenti

Le reazioni delle associazioni di categoria alla Cabina di Regia del Ministero sui controlli contro le frodi e sulle proposte per sostenere il settore olivicolo-oleario
Economia
Views: 71

Articolate e con sfumature diverse le posizioni delle associazioni di categoria al termine della Cabina di Regia e tavolo olivicolo al Ministero dell’Agricoltura dove si è fatto il punto sui controlli nel settore oleario e individuate le nuove misure per garantire il Made in Italy. Eccole di seguito.

Qui CIA Agricoltori Italiani

“Bene la campagna istituzionale di promozione e il rafforzamento dei controlli nel comparto oleario. Resta, tuttavia, necessario intensificare ulteriormente gli interventi, anche attraverso l’avviata interazione fra gli organismi preposti. Sono ancora troppe le situazioni opache che vanno contrastate con decisione. Due le direttrici principali: il potenziamento del metodo organolettico a tutela della qualità e la messa in campo di un’azione più incisiva contro le vendite sottocosto, che generano disparità e confusione, con l’olio che rimane prodotto civetta”. È questa la posizione di Cia-Agricoltori Italiani.

Gennaro Sicolo

Per Cia l’olivicoltura italiana necessita di maggiore attenzione e strumenti concreti di sostegno. In particolare, occorre rafforzare i processi di aggregazione e consolidare il ruolo dell’Ocm; gli accordi di filiera devono essere seri, vincolanti e realmente funzionali alla tutela del sistema Italia. Destano ancora forte preoccupazione le attuali condizioni di mercato, caratterizzate da un’elevata disponibilità di prodotto in giacenza e da prezzi estremamente bassi, giudicati insostenibili. L’olio Evo italiano stoccato attualmente nell’intera penisola è pari a 112mila tonnellate (a giugno 2025 erano 45 mila), mentre il prezzo medio nazionale è di 5,77 euro/Kg, con valori registrati ancora più bassi. Un anno fa, 9,60 euro/kg. In questo scenario, l’organizzazione chiede il riconoscimento dello stato di crisi e solleva interrogativi sull’avvio della prossima campagna olearia, a fronte di consistenti quantitativi di olio ancora invenduto.

Tra le proposte operative avanzate, il vicepresidente Cia, Gennaro Sicolo, chiede un impegno concreto della grande distribuzione per la realizzazione di una campagna di promozione al consumo nel mese di settembre dedicata rigorosamente all’olio extravergine italiano. L’iniziativa deve essere accompagnata da un accordo di filiera con la produzione e da un sostegno istituzionale che preveda anche un marchio di riconoscibilità nazionale. Senza un intervento immediato per stimolare il mercato: il rischio è di una crisi profonda e strutturale per l’intero comparto olivicolo.

Qui Confagricoltura

Massimiliano Giansanti

“Favorire la liquidità delle imprese e insistere sulla valorizzazione del prodotto italiano in Italia e all’estero promuovendone il consumo e contribuendo concretamente alla ripresa del mercato”.  Queste le principali direttrici proposte dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al tavolo di settore.

Sul fronte economico, Confagricoltura ha ribadito la necessità di strumenti di accesso e sostegno al credito per le imprese, attivando misure fiscali utili alla liquidità aziendale e alla tenuta economica del settore. L’olio di oliva italiano resta in difficoltà, soprattutto a causa di fattori esterni che frenano il mercato. Il prodotto fatica a trovare un’adeguata collocazione, con ricadute sempre più pesanti sulla tenuta economica delle aziende olivicole.

“Bene l’impegno del governo e l’attività di controllo per le verifiche sulle importazioni e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie, come avevamo sollecitato, perché – ha ribadito Giansanti – è importante garantire trasparenza nei confronti del consumatore”.

Qui Coldiretti

David Granieri

“Lo stop alla possibilità di miscelare olio vergine a extravergine risponde alle nostre richieste per fermare le manovre dei trafficanti di olio e fare piena trasparenza su un settore cardine del Made in Italy, con misure strutturali efficaci per salvaguardare la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori”. È quanto affermano Coldiretti e Unaprol commentando l’annuncio fatto dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida fatto al tavolo di filiera convocato a Roma.

Un impegno importante quello a modificare nelle prossime ore la circolare relativa alla miscelazione, per garantire maggiore chiarezza normativa. Una risposta all’istanza di intervento urgente inviata nei giorni scorsi da Unaprol ai vertici del Masaf e all’Icqrf. La pratica del blending, tollerata in Italia sulla base di vecchie circolari ministeriali ed europee, consente oggi all’industria di correggere i difetti di un olio vergine “annegandolo” in una percentuale di extravergine per rispettare i parametri chimici di legge previsti ma svuotando di significato le analisi sensoriali (Panel Test) e ingannando di fatto il cittadino sulla reale purezza del prodotto. La modifica alla circolare invocata da Coldiretti e Unaprol risponde così al principio ribadito che un prodotto di minor pregio non può acquisire una diversa classificazione attraverso operazioni di miscelazione.

“Oggi abbiamo ottenuto un impegno importante da parte del ministro e per questo lo ringraziamo. Il prossimo passo deve essere quello di potenziare il sistema di controllo con l’impiego di nuove metodologie analitiche e al potenziamento della rete dei laboratori – spiega David Granieri, presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti Risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto, devono essere utilizzabili come prove in giudizio, per fermare una volta per tutte chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione”.

Coldiretti e Unaprol hanno ribadito anche la richiesta di prevedere misure a sostegno delle imprese della filiera olivicola, duramente colpite dal crollo dei prezzi dell’olio. La forte svalutazione delle giacenze ha infatti determinato un rilevante danno patrimoniale per produttori, frantoiani, trasformatori e cooperative. Chieste anche misure finanziarie straordinarie per il sostegno allo stoccaggio, la sospensione dell’olio a dazio zero dalla Tunisia e il blocco del meccanismo del Tpa (traffico perfezionamento attivo) sull’olio estero con verifiche di massa sul Portale Sian, aggiornamento della tracciabilità sullo stesso Sian con le informazioni contenute nel fascicolo aziendale e Monitoraggio settimanale dei prezzi di vendita.

Qui AIFO

“Bene il rafforzamento dei controlli sull’olio di oliva, ma per contrastare realmente frodi e irregolarità è necessario aggiornare anche il sistema sanzionatorio”. È quanto chiede AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari. L’Associazione invita ora il Ministero e il Parlamento a dare seguito alla proposta normativa già presentata da AIFO per aggiornare una disciplina nazionale, non più pienamente adeguata alle attuali classificazioni e regole europee sugli oli. La proposta mira a introdurre definizioni merceologiche pienamente coerenti con la normativa dell’Unione europea, a vietare la commercializzazione di oli privi dei requisiti di prodotto e di processo previsti per la categoria dichiarata e a rafforzare la tracciabilità attraverso la corretta indicazione delle denominazioni nei documenti commerciali.

AIFO propone inoltre regole più chiare per la classificazione degli oli vergini, sanzioni incisive contro la commercializzazione di oli non commestibili e il divieto di detenere impianti di esterificazione negli stabilimenti nei quali vengono prodotti o conservati oli destinati all’alimentazione.

Alberto Amoroso

“Il rafforzamento dei controlli è una scelta necessaria e va riconosciuto il lavoro svolto dall’ICQRF e da tutte le autorità impegnate nella tutela del settore – dichiara il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – Ma la tolleranza zero deve essere accompagnata da norme chiare, aggiornate e applicabili senza incertezze. Non è accettabile che condotte dannose per i consumatori e per le imprese corrette possano beneficiare di vuoti normativi o di disposizioni risalenti a oltre sessant’anni fa. Chiediamo quindi che la proposta avanzata da AIFO venga ripresa e inserita nel primo provvedimento legislativo utile. L’obiettivo – conclude Amoroso – non è aggiungere burocrazia, ma rendere i controlli più efficaci, tutelare la concorrenza leale e difendere concretamente la qualità e la reputazione dell’olio italiano”.
L

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Imposta OlivoNews come fonte di notizie principale su Google News cliccando qui!

Tags: frodi olio, in evidenza, olio di oliva, olio extravergine di oliva

Potrebbe piacerti anche

Olio, rafforzati i controlli: sequestri per oltre 10 milioni

Author

Potresti leggere