Ecco tutte le stime olearie nei paesi del Mediterraneo

L'Italia tornerà secondo produttore mondiale di olio d'oliva
Economia
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Dopo aver conosciuto le stime della produzione di olio di oliva spagnolo – 765.362 tonnellate secondo il Ministero dell’Agricoltura del paese iberico, grazie al magazine Mercacei raccogliamo le previsioni negli altri principali produttori paesi con l’ausilio di consulenti ed esperti internazionali del settore. Tra questi l’Italia, ma poi il tema lo affronteremo più nel dettaglio nei prossimi giorni, dove Anna Cane, nuova presidente della Filiera Olivicola Olearia Italiana (FOOI) ha riferito di prevedere 270.000-280.000 tonnellate, che sarebbero state di più se non ci fosse stata la grandinata di settembre nel nord della Puglia. “Come sempre – ha aggiunto a Mercacei – i dati più accurati saranno disponibili alla fine della campagna”.
Grecia
Per quanto riguarda la situazione in Grecia, il broker specializzato nel mercato greco Luigino Mazzei sottolinea che sono previste un totale di circa 170.000 tonnellate, il che rappresenta un forte calo rispetto all’anno precedente. Di questo volume, 80.000 tonnellate giungeranno dal Peloponneso, 50.000 da Creta, 20.000 dalle altre isole di Zante, Corfù, Mitilini e Rodi, 15.000 dalla Grecia continentale e 5.000 dal nord cel paese. Mazzei ha precisato che questo dato potrebbe variare a seconda della resa delle olive. Finora, ha sottolineato, il clima è stato secco, con temperature massime comprese tra 30 e 33°C e pochissime precipitazioni. Inoltre non sono state documentate malattie fungine. A causa del notevole aumento dei prezzi di mercato, il broker ritiene che i produttori, attratti da questi buoni prezzi, saranno propensi ad anticipare il più possibile il raccolto, soprattutto nel Peloponneso, dove potrebbero esserci offerte di olio nuovo tra la metà e la fine ottobre. In ogni caso, la Grecia avrà una brutta campagna dopo quella “abbondante” dell’anno scorso. Allo stesso modo, nel Paese greco, le scorte di olio vecchio sono basse e sono stimate tra le 10.000 e le 15.000 tonnellate.
Tunisia
L’agente commerciale e broker italiano Adriano Caramia prevede che il prossimo raccolto in Tunisia sarà “discreto”, con un incremento previsto di circa il 10-15% rispetto alla stagione precedente, raggiungendo una produzione di 200.000-220.000 tonnellate di olio d’oliva. Un dato che dipenderà dalle precipitazioni registrate durante il mese di ottobre. Questi dati, a suo avviso, confermano che la Tunisia si è consolidata tra i principali paesi produttori di olio d’oliva al mondo. Nonostante si siano succeduti periodi di scarsità di piogge e temperature elevate durante la stagione estiva, le piogge primaverili e la particolare resistenza degli alberi tunisini daranno buoni risultati per la prossima campagna. Ritiene che ci si aspetta un’ottima qualità da una grande percentuale di olio extravergine di oliva biologico, risultato del grande sforzo compiuto dalla Tunisia, che dispone di moderni sistemi di estrazione che consentono una rapida macinazione delle olive e una buona conservazione. Allo stesso tempo, aggiunge che le scorte sono praticamente pari a zero e i prezzi sono stati eccezionalmente alti negli ultimi 18 mesi, motivo per cui il consumo interno è diminuito notevolmente. Le autorità tunisine prevedono un aumento della quota di esportazione verso l’UE, attualmente fissata a 56.000 tonnellate.
Marocco
Per quanto riguarda il Marocco, Noereddine Ouazzani, fondatore e direttore di Agro-pôle Olivier, spiega che la produzione per la stagione olivicola 2023/24 subirà un calo “indiscutibile” per il secondo anno consecutivo. Temperature eccezionalmente elevate e giornate molto calde in primavera ed estate, unite alla mancanza di pioggia, soprattutto in estate, sono le principali caratteristiche climatiche di questa campagna. Inoltre, a settembre e all’inizio di ottobre sono state registrate temperature eccezionalmente elevate. Queste condizioni hanno causato, a suo avviso, un forte stress idrico nelle olive degli uliveti aridi, che hanno finito per cadere.
Secondo Ouazzani, le stime attuali degli operatori del settore olivicolo marocchino collocano la produzione tra 80.000 e 100.000 tonnellate, il che rappresenta un calo tra il 44 e il 50% rispetto alla produzione di un anno normale, stimata tra 180.000 e 200.000 tonnellate. Inoltre, se la carenza d’acqua dovesse persistere, con le sue ripercussioni sulla dimensione dei frutti e sull’estraibilità dell’olio, le previsioni collocano la produzione tra le 40.000 e le 60.000 tonnellate, quindi si prevede una stagione olivicola breve. La maggior parte di questa produzione proverrà da oliveti irrigui tradizionali e da oliveti intensivi. Questi oliveti irrigati (tradizionali e intensivi) rappresentano circa il 30% della superficie olivicola del Marocco, stimata in 1.220.000 ettari.
Turchia
Da parte sua, Murat Küçükçakıre, agronomo e consulente di numerosi progetti in Turchia e Azerbaigian, sottolinea che la Turchia ha concluso la campagna scorsa battendo un record storico. Nella stagione in corso si prevede però un calo della produzione dovuto alla “stanchezza” degli ulivi e alle condizioni atmosferiche. Küçükçakıre sottolinea che, dopo conversazioni con esperti di varie regioni olivicole, stima che la produzione di olio d’oliva di quest’anno sarà compresa tra 170.000 e 190.000 tonnellate.
Portogallo
In Portogallo – riferisce Alberto Serralha, amministratore delegato della Sociedade Agrícola Ouro Vegetal, SA (SAOV), produttore e consulente internazionale di olio d’oliva – “le alte temperature dello scorso inverno hanno permesso all’olivo di uscire anticipatamente dal riposo vegetativo, iniziando il proprio ciclo a metà gennaio. Lo stato vegetativo avanzato ha lasciato l’albero esposto e vulnerabile alle gelate tardive che si sono verificate tra fine febbraio e inizio marzo, riducendo fortemente una fioritura che si prevedeva abbondante. Questa situazione climatica ha influito pesantemente sulla produzione, lasciando le zone più fredde praticamente senza produzione.
Secondo Serralha, le piogge di settembre e l’assenza di caldo hanno contribuito ad un buon sviluppo dei frutti, che hanno raggiunto le date attuali con maturità avanzata e buon accumulo di grasso. In generale, a suo avviso, ci sono più olive di quanto apparisse all’inizio dell’estate e il buon accumulo di grasso mostra uno scenario un po’ più ottimista. Serralha ritiene che quest’anno in Portogallo si possano produrre 150.000 tonnellate di olio d’oliva. Per quanto riguarda le condizioni sanitarie dei frutti, sottolinea che sono molto buone, anche se l’anticipo della maturazione può aprire la porta a infezioni saponose delle olive se piove a sufficienza prima che le temperature scendano.

Tags: in evidenza, Mediterraneo, Previsioni olearie

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