L’innovazione entra negli oliveti liguri con una dimostrazione sul campo che guarda al futuro della difesa fitosanitaria. Si è svolto nei giorni scorsi a Lucinasco, nell’Imperiese, l’incontro dimostrativo dedicato all’esecuzione di un trattamento fitosanitario con drone, con una prova pratica seguita dalla presentazione dei risultati attesi e dal confronto tecnico.
L’iniziativa rientra in OLIGREEN – “Difesa Innovativa dell’olivo in Liguria”, progetto finanziato dalla Regione che vede il CeRSAA di Albenga quale soggetto capofila e il Consorzio di tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP tra i partner insieme a APOL Liguria, CIPAT, Azienda Agricola Schiffini e Olivicoltori Sestresi.
La sperimentazione assume un significato particolare in Liguria, dove pendenze, terrazzamenti, frammentazione degli appezzamenti e difficoltà di accesso e di gestione dell’acqua necessaria per distribuire i mezzi di difesa rendono spesso complessi gli interventi fitosanitari.
OLIGREEN prevede prove specifiche sull’impiego dei droni, valutandone modalità operative, efficacia degli interventi e residui, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di protocolli applicabili all’olivicoltura.
«Le sperimentazioni in atto stanno aprendo una prospettiva molto importante per l’olivicoltura ligure» ha sottolineato Carlo Siffredi, presidente del Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP, che ha aggiunto: «L’utilizzo dei
droni può consentire interventi più mirati, limitando l’esposizione diretta degli operatori ai trattamenti e
favorendo un impiego più razionale dei prodotti, con ricadute positive sulla tutela della salute e dell’ambiente.
Occorre sperimentare, raccogliere dati e dimostrare sul campo efficacia e sicurezza, affinché queste evidenze
possano contribuire velocemente alla definizione di una normativa adeguata che renda concretamente possibile
l’impiego dei droni nella difesa fitosanitaria degli oliveti. Per la Liguria significa mettere l’innovazione al
servizio delle imprese, ma anche della salvaguardia del nostro territorio e del nostro paesaggio olivicolo».


















