“Registro SIAN a tre giorni? Spese extra che ricadranno sugli olivicoltori”

Il presidente dei frantoiani pugliesi avverte: "Aggravi burocratici inutili che penalizzeranno l'anello agricolo. La sacrosanta tracciabilità va coniugata con la sostenibilità economica della filiera"
Views: 222

L’Associazione Frantoiani di Puglia, guidata dal presidente Stefano Caroli (Consigliere Nazionale AIFO), interviene ancora una volta sul tema delle recenti disposizioni relative alla digitalizzazione della filiera olearia. Con particolare riferimento alla riduzione da sei a tre giorni lavorativi per le registrazioni sul portale SIAN – che si aggiunge all’introduzione del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (DAO) – i frantoiani pugliesi intendono ribadire la propria disponibilità al dialogo, ponendo l’accento sulle criticità operative che rischiano di ripercuotersi sull’intera filiera, in particolare sugli olivicoltori.

“La posizione dell’associazione regionale, viene ricordato, si unisce in maniera compatta a quella già espressa a livello nazionale dalle principali organizzazioni di settore – AIFO, Assofrantoi e FOA Italia – che lo scorso 10 ottobre avevano inviato una lettera congiunta al ministro Lollobrigida e al sottosegretario La Pietra.

La condivisione degli obiettivi e le criticità operative

Stefano Caroli

«Ci teniamo a precisare – dichiara il presidente Stefano Caroli – che si condivide appieno gli obiettivi primari del ministero: la tutela dell’origine della produzione, il contrasto alle frodi e la massima trasparenza lungo l’intera catena del valore». Strumenti come la bolla elettronica (DAO) rappresentano un passo fondamentale in questa direzione ed è già di per sé sufficiente a garantire la tracciabilità, senza ulteriori appesantimenti burocratici.

La compressione dei tempi di registrazione da 6 a 3 giorni – in piena campagna olearia – presenta, come già rimarcato più volte, notevoli complessità gestionali. «Durante i mesi di raccolta e molitura, le nostre strutture operano a ritmi serrati, spesso fino a tarda sera e nei giorni festivi, gestendo contemporaneamente la produzione e gli adempimenti burocratici».

L’impatto di tali adempimenti rischia di incidere direttamente sui costi di gestione delle aziende molitorie. «L’aumento dei costi operativi e gestionali per i frantoi – prosegue Caroli – rischia inevitabilmente di riflettersi anche sull’anello agricolo, riducendo i margini per gli stessi olivicoltori che conferiscono le olive nei nostri impianti».

Di qui l’auspicio di un tavolo tecnico: «I frantoiani pugliesi sono pronti a fare la propria parte per valorizzare l’oro verde della nostra regione», conclude il presidente Caroli. «Auspichiamo che dal Ministero giunga presto la disponibilità a un dialogo costruttivo indispensabile per coniugare la legalità e la tracciabilità con la sostenibilità economica dei frantoi e dei produttori agricoli».

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Imposta OlivoNews come fonte di notizie principale su Google News cliccando qui!

Tags: Frantoi, in evidenza, registro Sian olio

Potrebbe piacerti anche

Olio, sequestri record: sigilli a 450 quintali di falso extravergine

Author

Potresti leggere