Brisighella, la Dop più quotata devastata dall’alluvione

Molte piante divelte, ancor più quelle ora difficile da raggiungere
Economia
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Gli avevamo dedicato un articolo giusto un anno fa, per scoprire cosa ci fosse dietro il “segreto” dell’olio Brisighella, la Dop che detiene il prezzo più alto in assoluto in Italia: 22 euro al chilo quotata all’ingrosso, superiore ai 30 euro se imbottigliata per il consumatore finale.
Oggi quella Dop – una media che varia dai 200 ai 300 quintali l’anno – è seriamente minacciata, con le frane che hanno profondamente devastato quel fazzoletto di terra di circa 300 ettari delle colline dell’appennino emiliano, dove insistono le circa 100 mila piante di olivo della varietà Nostrana di Brisighella. Una zona di produzione distribuita su 5 Comuni, con una produzione di olio fortemente oscillante, da un minimo di 3 mila ad un massimo di 13 mila quintali di olio l’anno, a seconda delle campagne di carica e scarica, ma anche delle temperature visto che siamo in territorio collinare.
“In seguito all’alluvione, le zone collinari in cui si produce l’olio sono state interessate da numerose frane”, ha detto all’Ansa Sergio Spada, presidente della cooperativa Terra di Brisighella, uno dei tre frantoi certificati che coinvolge quasi interamente i 118 produttori protagonisti della filiera con il 95% della produzione della Dop. “Solo la presenza di ulivi secolari, con le loro grandi radici, è riuscita in qualche modo a sorreggere il territorio e a contenere le frane. Altri ulivi, invece, purtroppo sono franati a valle, tale è stata la furia dell’acqua. Non è ancora possibile capire quanti ulivi secolari siano andati perduti – spiega Spada – dal momento che molte strade principali e secondarie sono andate distrutte e altri sentieri sono ancora purtroppo impraticabili. Secondo le prime stime, almeno il 10-15% degli olivi sono stati divelti. Ma il problema non è solo legato alle piante danneggiate, piuttosto al fatto di come raggiungere le altre visto che il territorio è in gran parte franato e per molti olivicoltori non vi è più alcuna modalità di accesso. Per questo la prossima molitura resta una incognita”.

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