Fattori limitanti la fertilità nell’olivo e consigli di concimazione alla ripresa vegetativa

Il boro si conferma il microelemento chiave in grado di spostare l’equilibrio dell'olivo verso una maggiore efficienza riproduttiva della fioritura, in grado di aumentare l'impollinazione del 25%.
Tecnica
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La determinazione della resa nell’oliveto è un processo complesso, governato da una sequenza di eventi fisiologici che si attivano ben prima dell’allegagione. L’olivo, infatti, costruisce il proprio potenziale produttivo molto prima che le infiorescenze prendano forma, attraverso la differenziazione delle gemme e lo sviluppo progressivo delle mignole.

È proprio nelle fasi di prefioritura, da quando le mignole iniziano ad allungarsi e diventano visibili, fino alla formazione dei singoli fiori e alla definizione della proporzione tra fiori perfetti e fiori sterili, che emerge un microelemento chiave: il boro.

La sua presenza, discreta ma determinante, è in grado di spostare l’equilibrio verso una maggiore efficienza riproduttiva della fioritura, influenzando direttamente il destino produttivo della pianta.

Nonostante l’abbondante produzione di fiori e polline, la biologia dell’olivo è caratterizzata da una fecondazione estremamente selettiva, che interessa mediamente solo il 2–3% dei fiori totali (fig.1).

Figura 1 – Nubi di polline di olivo comunemente viste durante la stagione della fioritura in Andalusia (Spagna). Fonte: José Angel García, Ideal 6 May 2020.

Questo dato evidenzia come anche piccoli miglioramenti nella funzionalità dei fiori e nella vitalità del polline possano tradursi in incrementi produttivi significativi. Studi agronomici hanno evidenziato che l’applicazione di acido borico (100 mg/L) durante la fioritura e nei 10–15 giorni successivi può incrementare l’impollinazione oltre il 20 – 25% (fig.2).

Figura 2 – Negli istogrammi la % dei pollini germinati di una delle varietà coinvolte nella prova. La spezzata indica la lunghezza del tubo pollinico. (ppm = mg/L). American Journal of Plant Physiology 10 (2): 55-67, 2015 ISBN 1557-4539 / DOI: 10.3923/ajpp.2015.55.67 © 2015 Academic Journals Inc.

Oltre al suo ruolo fondamentale nei processi riproduttivi della pianta, il boro è indispensabile anche per la costruzione e la stabilità delle pareti cellulari. Questo elemento, infatti, partecipa alla formazione dei pectati di calcio, cioè quei legami tra pectine e calcio che funzionano come un vero e proprio “cemento biologico”.

Senza un’adeguata presenza di boro, queste strutture non si formano correttamente e le pareti cellulari risultano meno solide, meno elastiche e più soggette a rotture, con conseguenze evidenti soprattutto nei tessuti giovani e in crescita.

Le evidenze fisiologiche si traducono in indicazioni nutrizionali concrete, integrate nelle strategie sviluppate da Cerea FCP, il cui obiettivo è stabilizzare e accrescere la resa attraverso un uso razionale dei fertilizzanti, calibrato sulle esigenze della pianta d’olivo.
Le soluzioni Cerea FCP dedicate all’olivicoltura sono differenziate in base alla tipologia di impianto, così da garantire un apporto nutrizionale mirato e coerente con le dinamiche fisiologiche della coltura.

A. IMPIANTI TRADIZIONALI E INTENSIVI (fino a 350 – 400 piante/ha)
In questi sistemi, che comprendono sia gli impianti tradizionali sia quelli ad alta densità, la gestione nutrizionale mira a sostenere lo sviluppo vegetativo costante e a preservare il potenziale fiorale.

Concimazione al terreno (ripresa vegetativa)
Si consiglia l’impiego di OLIVO 12.6.6 + 3CaO + 26SO₃ + 0,01B + 7,5C‑Org alla dose di 300–350 kg/ha (1–1,2 kg/pianta).
Il prodotto assicura una nutrizione azotata costante e stimola l’apparato radicale.

Alternative minerali
In suoli con sostanza organica superiore al 2–3%, è possibile utilizzare SUPER RED 14.7.7, caratterizzato da fosforo totalmente solubile.

Interventi fogliari
Da fine febbraio, l’applicazione di LEAF N (22.0.0 + 11SO₃ + 0,5B), in due interventi da 4 L/ha, distanziati di 15 giorni, favorisce la crescita dei nuovi germogli che porteranno la produzione dell’anno successivo.
Accumulo strategico (marzo): l’impiego di ORO-B alla dose di 1-1,5 l/ha (boro complessato con etanolammina all’11%) favorisce un rapido accumulo interno di boro in vista della pre-fioritura.

B. SISTEMI SUPERINTENSIVI (SHD)
Nei sistemi ad altissima densità, l’elevato carico produttivo richiede una gestione estremamente precisa dei nutrienti.
Per la concimazione al terreno (Olivo 12.6.6) si prevede una dose di 400-450 kg/ha.
Per le applicazioni fogliari rispettare le seguenti dosi: LEAF N 5l/ha per due interventi.
ORO-B 2 l/ha.

In entrambi i casi in terreni ricchi di sostanza organica (>2-3%) è possibile sostituire l’OLIVO 12.6.6 con il SUPER RED 14.7.7+3CaO+2MgO+35SO3 (alle medesime dosi) che è un prodotto minerale caratterizzato da una totale solubilità del fosforo.

Tabella riepilogativa dei dosaggi

prodotto

tradizionali
o intensivi

superintensivi

note

Concimazione
al terreno

Olive 12.6.6

350 kg/ha

400-450 kg/ha

in alternativa su terreni ricchi di sostanza organica Super Red alla medesima dose

Applicazioni fogliari

Leaf N

4 l/ha

5 l/ha

 n.2 interventi

Oro-B

1-1,5 l/ha

2 l/ha

Conclusioni
La gestione nutrizionale dell’olivo, quando fondata su solide basi fisiologiche e supportata da tecnologie nutrizionali avanzate, permette di superare i limiti intrinseci della specie. L’apporto mirato di boro non rappresenta un semplice correttivo, ma un investimento strategico per aumentare la fertilità, stabilizzare l’allegagione e migliorare la qualità finale della produzione.

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Tags: boro, concimazione dell'oliveto, fertilità dell'olivo, in evidenza

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