FOA Italia: “Nella GDO scaffali divisi per oli italiani e stranieri”

La proposta a costo zero: un decreto interministeriale per imporre alla grande distribuzione di raggruppare in maniera separata oli Dop/Igp, oli 100% italiani, oli comunitari e oli comunitari/extra UE
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Al termine dell’incontro svoltosi il 17 settembre dedicato all’ascolto delle istanze dei frantoiani, FOA Italia (Frantoi Oleari Associati) ha formalmente trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e al Ministero dell’Agricoltura una proposta concreta e immediatamente cantierabile per arginare la profonda crisi del comparto oleario italiano.

L’iniziativa si concretizza in una proposta di Decreto Interministeriale mirata a rivoluzionare le logiche di merchandising all’interno della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). L’obiettivo è fornire una risposta semplice, chiara e priva di costi per lo Stato, aiutando il consumatore a non farsi confondere al momento dell’acquisto e mettendo l’origine del prodotto al centro della scelta.

Attualmente, l’esposizione a scaffale degli oli extravergini si basa prevalentemente sul “prezzo di riferimento” o sull’ordine per “marca”. Questa disposizione crea un’inevitabile promiscuità visiva, in cui le eccellenze 100% italiane e a marchio DOP/IGP vengono affiancate e mescolate a miscele di oli comunitari ed extracomunitari, il cui unico vantaggio è il prezzo al ribasso. A causa di questa assenza di segmentazione visiva legata all’origine, il consumatore viene ingannato e percepisce il prodotto italiano come “ingiustificatamente costoso”, finendo per essere attirato da prezzi stracciati e offerte che danneggiano le produzioni nazionali.

Il progetto normativo presentato da FOA Italia impone alla GDO di abbandonare questi criteri ingannevoli. La proposta prevede l’obbligo di raggruppare gli oli extravergini in aree visive e blocchi netti e separati secondo quattro specifiche categorie di origine: DOP/IGP, 100% Italiano, Origine UE, e Origine UE/non UE. Tale disposizione dovrà essere supportata da una cartellonistica chiara ed evidente per il consumatore. Qualora il decreto entrasse in vigore, la GDO avrebbe 90 giorni di tempo per adeguare i propri spazi espositivi.

Michele Librandi

Il presidente di FOA Italia, Michele Librandi, ha ribadito con forza e convinzione l’urgenza di questo intervento a tutela della filiera nazionale: “Siamo fermamente convinti che per tutelare il vero Made in Italy non siano più sufficienti interventi tampone, ma occorra cambiare le regole del merchandising. Si tratta di una misura a ‘costo zero’ per le casse dello Stato, ma dal valore inestimabile per la sopravvivenza dei frantoi italiani e per la garanzia di trasparenza verso i consumatori”. Il consumatore deve essere messo nella condizione di distinguere a colpo d’occhio un olio 100% italiano o a marchio DOP/IGP da miscele di provenienza diversa, restituendogli il potere di un acquisto consapevole”.

FOA Italia vuole così confermare il suo ruolo proattivo a difesa del comparto, offrendo alle Istituzioni non dei proclami propagandistici ma uno strumento normativo pronto all’uso per salvaguardare il lavoro di migliaia di frantoi e aziende agricole nazionali e per difendere il nostro agroalimentare di eccellenza dalle attuali logiche speculative di mercato.

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Tags: 100% italiano, in evidenza, olio a scaffale, olio certificato

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