L’importanza del boro nelle fasi di fioritura e allegagione

Trattamento fogliare da preferire alla concimazione a terra
AIPO
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Negli oliveti cominciano ad emergere o sono già presenti gli abbozzi fiorali ed è il momento per il trattamento fogliare con il boro, elemento che migliora la fecondità dei fiori (perciò da escludere per le piante in allevamento con età inferire ai quattro anni, per le quali non interessa la produzione ma la rapida formazione di branche e rami).
Il boro è uno di quegli elementi fertilizzanti che sono essenziali alla crescita e allo sviluppo delle piante, raramente scarseggia nei terreni. Semmai ha dei problemi ad essere assorbito dalle radici, ma questo dipende dal pH della soluzione circolante del terreno, perché se è sub alcalina o alcalina il suo trasferimento dal terreno all’interno delle radici diventa faticoso, perché rimane legato alle particelle del terreno.
Anche le materie organiche trattengono il boro: di conseguenza, la sua disponibilità diminuisce con l’aumentare di sostanze organiche indecomposte.
Il boro è assorbito dalle piante come ione borato o acido borico e ha funzione di:
regolare il metabolismo dei carboidrati: ne catalizza la sua reazione, favorisce il suo trasporto, attraverso il floema, dalle foglie ai punti vegetali che ne hanno necessità o nei siti di accumulo delle sostanze di riserva;
– gioca un ruolo importante nella gestione idrica: quando il caldo è eccessivo, bilancia i flussi d’acqua quando è necessario richiamare l’acqua dalle radici e traslocare elementi nutritivi;
– a livello cellulare influenza la permeabilità della membrana, permette una ordinata divisione cellulare;
– partecipa alla sintesi dei grassi ed al loro metabolismo;
– influenza notevolmente l’assorbimento e la traslocazione di calcio, potassio e fosforo;
– è determinante per la fertilità del polline;
attiva sistemi enzimatici e funzioni ormonali, favorisce la sintesi dei flavonoidi, delle basi pirimidiniche, citosina e timina, che sono basi azotate presenti negli acidi nucleici, Dna e Rna.
In situazioni di carenza di boro tra maggio e giugno, la pianta manifesta una vistosa diminuzione della fioritura e dell’allegagione a cui segue una anomala cascola di olive.
Il boro sta, quindi, alla base nella creazione di nuove cellule, è essenziale nel momento in cui si forma il fiore e per la fertilità del polline, quando questo deve emettere il budello pollinico.
La funzione del boro per quanto concerne il polline si concentra nella sintesi delle sue pareti cellulari perché, una volta a contatto con lo stigma del fiore, deve emettere il tubo pollinico e questo deve allungarsi per entrare in contatto con gli ovuli. La punta del budello pollinico non si allunga per dilatazione delle cellule, ma producendo nuovo tessuto sino a raggiungere la base dell’ovario e attuare la fecondazione. La scarsa presenza di boro a livello dei tubi pollinici in crescita porta al suo arresto in brevissimo tempo dalla sua formazione.
Il boro entra pure in gioco nella formazione delle cellule che formano il pistillo e gli ovuli e, questo, completa il quadro della sua necessaria presenza per attuare la corretta funzionalità dell’impollinazione e successiva allegagione.
Anche se i terreni sono ben dotati di boro, non è difficile riscontrare sue carenze perché, come già espresso, questa fisiopatia trova causa nel pH presente nella soluzione circolante del terreno, che rende disponibile questo elemento quando il pH è compreso tra 5 a 7, oppure tra 8,8 e 10. Situazioni che sono limitanti per i terreni che accolgono olivi, la quasi totalità dei quali sono inseriti nella fascia di pH compresa tra 6,8 e 7,8, che è la più favorevole a questo tipo di pianta.
Gli interventi fertilizzanti possono essere effettuati mediante distribuzione al suolo di sali di boro ma, come sopra espresso, pH sub-alcalino o alcalino lo rendono indisponibile. Diventa allora più efficace la concimazione fogliare. In questi casi il boro è legato a composti organici, come i polisaccaridi, zuccheri complessi costituiti dal legame di zuccheri semplici, o l’etanolammina, una molecola organica. Questi due composti favoriscono a livello fogliare un più rapido e uniforme assorbimento del boro da parte della pianta, rendendolo maggiormente fruibile. È importante che la pianta disponga della giusta dotazione di boro in pre e post fioritura, per cui si possono eseguire due interventi.

Direttore AIPO
Associazione Interregionale
Produttori Olivicoli

Tags: Aipo, boro, in evidenza

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