Il grido d’aiuto che giunge dal Garda

Produttori esclusi dai contributi per la filiera
Economia
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È stata una doccia fredda, per i 470 soci del Consorzio di Tutela dell’olio extra vergine di oliva Garda DOP, la lettura del Decreto Ministeriale inerente criteri e modalità di utilizzazione del Fondo per lo sviluppo e il sostegno della filiera olivicola-olearia.

Un sostegno economico a lungo invocato dal comparto, che arriva in un anno particolarmente complicato per l’olivicoltura gardesana (dopo quella del 2019, anche la raccolta 2021 è stata nulla) assegnando alla filiera olivicola olearia 30 milioni di euro per investimenti e ammodernamenti degli impianti.

Ma il tanto atteso Decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.5 dell’8 gennaio 2022, esclude – di fatto – la maggior parte dei produttori di olio Garda DOP dai contributi.

Delle risorse del «Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura», infatti, potranno beneficiare solamente “i produttori olivicoli associati ad organizzazioni di produttori riconosciute” e con una “superficie minima interessata pari a 2 ha”.

Ma la decisione di elargire il contributo esclusivamente alle aziende legate ad Organizzazioni di Produttori riconosciute, di fatto esclude le aziende associate solo al Consorzio di Tutela: “Una scelta  sottolinea la presidente del Consorzio, Laura Turri – che a noi produttori appare in contrasto gli obiettivi del D.M. e con il ruolo stesso del Consorzio di Tutela che, come riconosciuto dallo stesso Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è quello di tutelare e promuovere il prodotto Garda DOP ma anche assistere i soci nel perseguire la qualità dell’olio e la sostenibilità della filiera di cui facciamo parte”.

Altro tema fondamentale è l’ammissibilità al contributo solo per le aziende la cui superficie a oliveto sia pari o superiore a 2 ha, limite che, per il Garda DOP, vuol dire non concedere aiuti ad oltre l’80% degli olivicoltori.

La conformazione territoriale, tra le montagne e il lago, se da un lato garantiscono infatti l’altissima qualità del prodotto (oggi l’olio Garda DOP è tra le prime dieci DOP olivicole d’Italia), disegna anche confini ristretti degli oliveti, con la conseguente parcellizzazione delle produzioni: basti pensare che la superficie totale iscritta alla denominazione è di 793 ha, distribuita tra 549 olivicoltori«Paradossalmente, è proprio questa particolare struttura geografica ad escluderci dai sostegni economici destinati alla filiera di cui facciamo parte» chiosa la presidente.

“Viviamo una situazione di totale incertezza – prosegue Turri – che i soci del nostro consorzio non potranno sostenere a lungo senza aiuti economici, causando il definitivo abbandono degli oliveti”.

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