Il nuovo report sulle giacenze di olio in Italia offre numeri che confermano lo stato di preoccupazione del settore: abbiamo stoccate ancora 258.480 tonnellate di olio (erano 176 mila un anno fa), di cui 121.609 di extravergine italiano, più del doppio rispetto a quante ve ne erano nei silos al 30 giugno 2025.
Le vendite proseguono caute, sulla scia dei mesi precedenti, nell’ordine di circa 11 mila tonnellate di extravergine italiano mensile.
E fanno i conti con una significativa giacenza di olio straniero che è pari a 85 mila tonnellate (di cui oltre 60 mila comunitario). È esattamente lo stesso quantitativo dell’olio presente nella sola Puglia, regione da dove è partita la richiesta di stato di crisi del settore (richiesta formalizzata insieme alla Calabria che ha in giacenza ancora 31 mila tonnellate di olio) e dove si sono tenute le due manifestazioni nazionali per richiamare il Governo a misure straordinarie per salvare l’intera filiera, a partire da olivicoltori e frantoiani.
A livello regionale, dopo la Puglia è la Toscana a detenere le quote di olio più significative (46.044 tonnellate, davanti alla già detta Calabria) e l’Umbria (25.568), confermando così come l’industria olearia – protagonista con primarie aziende in queste due regioni – abbia un buon approvvigionamento di scorte.
Vivacchia il mercato del biologico che registra in un mese vendite di 2 mila tonnellate, arrivando ad una giacenza nazionale di 41 mila tonnellate, prevalentemente stoccate in Puglia e Calabria, mentre tra le produzioni certificate è Terra di Bari Dop ad avere le maggiori giacenze con 8,7 milioni di litri, seguita dalla Igp Sicilia con quasi 3 milioni.

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