di Stefano Caroli
Presidente Associazione Frantoiani di Puglia
EVOLIO Expo 2026 si chiude con un bilancio estremamente positivo per i frantoiani e per l’intera filiera olivicola-olearia. Come Presidente, a nome di AFP – Associazione Frantoiani di Puglia – posso affermare che questa edizione ha rappresentato un passaggio decisivo nel riconoscimento del ruolo strategico del frantoio e della professionalità che vi opera.
EVOLIO Expo ha confermato di essere un luogo di confronto concreto e di visione per il settore, capace di valorizzare il lavoro dei frantoiani e di riportare al centro la qualità come risultato di competenze tecniche, scelte produttive consapevoli e responsabilità professionale.
Un momento di particolare rilievo è stato il richiamo al Premio Mastro d’Oro, che non celebra esclusivamente l’eccellenza degli oli extravergini, ma soprattutto la figura del mastro oleario, professionista che unisce conoscenza profonda delle cultivar, padronanza delle tecnologie di trasformazione e capacità di interpretare il territorio attraverso il processo di molitura.
Desidero ringraziare il Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per la sua presenza e per l’attenzione riservata al comparto oleario, così come tutti i relatori e i partecipanti ai convegni organizzati da AFP e AIFO, che hanno animato EVOLIO Expo 2026 con contributi di alto profilo tecnico, normativo e strategico.
Un ringraziamento sentito va a tutti i frantoiani, alle aziende, ai buyer, agli operatori e ai visitatori che hanno contribuito al successo della manifestazione, dimostrando come il settore sia pronto a rafforzare una visione di filiera fondata su professionalità, competenze e valore umano.
Nel corso di EVOLIO Expo 2026 ha suscitato un forte interesse la proposta di una categoria di olio extravergine “artigianale”, che AFP sostiene con convinzione. È fondamentale chiarire che tutti gli oli extravergini nascono in frantoio, ma l’olio extravergine artigianale nasce dalle mani del mastro oleario, professionista iscritto all’albo, formato per esercitare questa professione e riconosciuto dalla legge.
L’elemento distintivo non è il parametro analitico, ma la figura del mastro oleario, che trasferisce al prodotto il valore dell’uomo, delle sue competenze, della conoscenza delle cultivar del territorio e delle tecnologie di trasformazione, garantendo con la propria persona la filiera.
In questa prospettiva, anche gli oli delle aziende agricole sono oli extravergini artigianali se le olive vengono molite in un frantoio condotto da un mastro oleario iscritto all’albo. Un professionista che può essere riconosciuto in etichetta attraverso il numero di iscrizione all’albo, offrendo al consumatore una garanzia chiara di competenza, responsabilità e trasparenza.
Il ruolo del mastro oleario è inoltre centrale nella definizione degli elementi di differenziazione delle DOP e delle IGP. È nel frantoio che le caratteristiche varietali, territoriali e agronomiche trovano una sintesi coerente attraverso le scelte di processo: tempi di molitura, tecniche di estrazione, gestione delle temperature e interpretazione delle specificità locali. Senza la competenza del mastro oleario, le denominazioni rischiano di ridursi a un’origine geografica formale, perdendo la loro reale identità sensoriale e culturale.
EVOLIO Expo 2026 ha dimostrato che il settore è pronto a questo salto culturale: riconoscere che la qualità dell’olio extravergine italiano, così come il valore delle DOP e delle IGP, passa dal frantoio e dalle competenze di chi lo governa quotidianamente.
AFP continuerà a lavorare affinché la figura del mastro oleario sia sempre più centrale, riconosciuta e valorizzata, perché è da qui che nasce il vero valore dell’olio extravergine italiano.
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