La concimazione alla ripresa vegetativa dell’olivo

Un prezioso prontuario su dosi consigliate di sostanza organica, biostimolanti e concimazione minerale per l'oliveto e inculi microbiologici per il suolo, con i relativi costi a seconda del tipo di impianto
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In assenza di una concimazione post-raccolta, l’intervento invernale, da metà febbraio, assume un ruolo prioritario. Il piano di concimazione deve considerare la vigoria delle piante, l’età dell’oliveto, il sesto d’impianto, il carico produttivo dell’annata precedente e il grado di alternanza.

Sostanza organica

Gli ammendanti organici umificati sono ricchi di acidi umici e fulvici, capaci di migliorare la struttura del suolo, la ritenzione idrica e la disponibilità dei nutrienti, senza causare fenomeni di fermentazione o immobilizzazione dell’azoto. Tra i principali produttori italiani di ammendanti organici umificati troviamo aziende come Italiana Terricci, Sesa, Biofactory e Allevi Srl, oltre ai numerosi impianti certificati dal Consorzio Italiano Compostatori.

Dosi di massima

  • Letame bovino ben maturo: 3–5 t/ha, considerando per questo valori medi dello 0,5% di azoto – 0,4% di fosforo e 0,8% di potassio, si avrebbero apporti medio di: 15–25 kg/ha per azoto (N); 12–20 kg/ha per fosforo (P₂O₅); 25–40 kg/ha per potassio (K₂O). Apporti superiori (30–40 t/ha) sono da riservare esclusivamente a interventi straordinari di fondo, finalizzati al ripristino della fertilità organica in suoli impoveriti.
  • Ammendanti organici pellettati ad elevato titolo (4–6% N, 3–4% P₂O₅, 3–4% K₂O): con una distribuzione di 800–1.500 kg/ha, si porterebbero mediamente 30–90 kg/ha di azoto, 20–60 kg/ha di fosforo, 20–60 kg/ha di potassio)

Supporti proteici e biostimolanti

Le matrici proteiche di origine vegetale o animale svolgono un’azione stimolante sul metabolismo dell’olivo, favorendo la ripresa vegetativa e migliorando la risposta agli stress termici e ai tagli di potatura. Esempi di aziende produttrici di matrici proteiche e biostimolanti sono SICIT Group, ILSA, Hello Nature e Hydro Fert; le loro formulazioni variano per origine delle proteine, processo di idrolisi e contenuto in amminoacidi liberi.

Dosi di massima:

  • matrici proteiche vegetali solide: 500–800 kg/ha;
  • idrolizzati proteici e amminoacidi: 150–300 kg/ha.

Microbiologia del suolo e sostanze umiche

L’attività biologica della rizosfera, la parte del terreno esplorata dalle radici, è determinante per migliorare l’assorbimento del fosforo e dei microelementi già presenti nel suolo.

L’impiego di inoculi microbiologici consente di potenziare l’apparato radicale, proprio nel momento in cui la pianta riprende la sua attività. Tra le aziende attive nella produzione di inoculi microbiologici e sostanze umiche si possono citare realtà come Symborg, Koppert, Agriges, ILSA, Hello Nature e Biolchim.

Dosi di massima

  • funghi micorrizici: 5–10 kg/ha;
  • batteri promotori della crescita radicale (PGPR): 20–40 kg/ha;
  • acidi umici e fulvici: 20–50 kg/ha.

Concimazione minerale e organo-minerali

Per sostenere la ripresa vegetativa risultano idonee formulazioni organo-minerali bilanciate, integrate con microelementi funzionali e caratterizzate da un basso tenore di cloro, elemento a cui l’olivo è moderatamente sensibile.
Formulazioni di riferimento:

  • NPK 8512 (MgS 220) + B, Fe per il reintegro degli elementi asportati dalla produzione;
  • NPK 1469 (Ca 8) + B, Zn per sostenere la ripresa vegetativa e la risposta alle potature;
  • in agricoltura biologica: NPK 4810 (MgS 28) integrabile con microelementi in funzione delle esigenze del terreno.

Fabbisogni nutrizionali e frazionamento. Per un oliveto adulto in produzione, i fabbisogni medi annui sono:

  • Azoto (N): 80–110 kg/ha
  • Fosforo (P₂O₅): 40–50 kg/ha
  • Potassio (K₂O): 100–120 kg/ha

L’azoto deve essere distribuito in modo frazionato per massimizzarne l’efficienza:

  • fine febbraio–inizio marzo: risveglio radicale e mignolatura;
  • aprile: pre-fioritura e allegagione;
  • giugno: indurimento del nocciolo e contenimento della cascola.

Il fosforo può essere distribuito in un’unica soluzione a fine inverno, mentre il potassio assume un ruolo determinante per la resa in olio e la qualità dei frutti.

Concimazioni per tipologia di oliveto (indicative)

Oliveto tradizionale (200–250 piante/ha)
Letame maturo: 3–5 t/ha
Pellettati organici: 800–1.500 kg/ha
Azoto (N): 80–110 kg/ha (frazionato)
Fosforo (P₂O₅): 40–50 kg/ha
Potassio (K₂O): 100–120 kg/ha
Micorrize: 5–10 kg/ha
PGPR batteri promotori della crescita radicale.: 20–40 kg/ha
Acidi umici/fulvici: 20–50 kg/ha
Note: maggiore volume di suolo per pianta → ammendanti più abbondanti, interventi meno frequenti.

Oliveto intensivo
(300-400 piante/ha)
Letame maturo: 2–3 t/ha
Pellettati organici: 600–1.000 kg/ha
Azoto (N): 90–120 kg/ha (frazionato)
Fosforo (P₂O₅): 40–50 kg/ha
Potassio (K₂O): 120–140 kg/ha
Micorrize: 5–10 kg/ha
PGPR (batteri promotori della crescita radicale): 20–40 kg/ha
Acidi umici/fulvici: 20–40 kg/ha
Note: maggiore densità → più competizione radicale → più attenzione a microbiologia e potassio.

Oliveto superintensivo
(1.000-1.200 piante/ha)
Letame maturo: 1–2 t/ha
Pellettati organici: 400–700 kg/ha
Azoto (N): 110–140 kg/ha (frazionato)
Fosforo (P₂O₅): 40–60 kg/ha
Potassio (K₂O): 140–160 kg/ha
Micorrize: 5–10 kg/ha (localizzate)
PGPR: 20–40 kg/ha
Acidi umici/fulvici: 20–40 kg/ha
Note: volume di suolo ridotto apporti più frequenti ma più bassi; fondamentale la fertirrigazione.

Costi medi di concimazione oliveto (2026):

  • unità fertilizzanti e microelementi: circa 480 €/ha;
  • ammendante organico di base: circa 120 €/ha;
  • manodopera (tre interventi stagionali): circa 150 €/ha

Costo complessivo stimato: circa 750 €/ha

L’adozione di concimi organo-minerali e del frazionamento degli apporti consente, a partire dal 2026, l’accesso ai sistemi di carbon farming, con potenziali riduzioni dei costi di gestione.

Considerazioni conclusive

Una concimazione ben pianificata alla ripresa vegetativa consente di sostenere la crescita iniziale, favorire la cicatrizzazione dei tagli di potatura, migliorare la funzionalità biologica del suolo e ridurre l’alternanza produttiva; ne derivano benefici sia sulla quantità sia sulla qualità dell’olio e un impatto positivo sull’intera gestione dell’oliveto.

Direttore Aipo
Associazione Interregionale
Produttori Olivicoli

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Tags: concimazione olivo, in evidenza, oliveto, olivicoltura

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