di Francesca Gambin e Roberta Ruggeri
Ufficio Economico Aipo Verona
L’olio extra vergine d’oliva è protagonista delle festività natalizie. Le prime indicazioni delineano un mercato dinamico, sostenuto da una campagna olearia 2025/26 e da un contesto commerciale più favorevoli. Sulla base delle stime disponibili, le famiglie italiane avrebbero acquistato e messo in tavola circa 18.000 tonnellate di prodotto nel solo periodo natalizio.
Olio, la spinta dei prezzi e l’elasticità della domanda
La maggiore disponibilità di olio nuovo italiano e le promozioni della GDO, con prezzi medi compresi tra 7,50 e 8,90 €/l, hanno favorito un incremento dei volumi d’acquisto stimato tra il 5% e il 7%. Si tratta di un dato tecnicamente significativo: dopo un biennio di prezzi record che avevano contratto i consumi, la domanda mostra oggi un’elevata elasticità.
Non appena il prezzo è sceso sotto la soglia psicologica dei 9 euro, la risposta dei consumatori è stata più che proporzionale, confermando che l’extra vergine d’oliva è percepito come un bene irrinunciabile, che i consumatori sono pronti a riacquistare non appena il rapporto qualità-prezzo migliora.
L’olio sta evolvendo verso un “bene collocato nella fascia di qualità superiore”, capace di attivare dinamiche di acquisto proprie dei prodotti ad alto valore percepito, così la domanda reagisce in modo amplificato, mostrando una propensione marginale al consumo più alta per gli oli con tracciabilità garantita.
Extravergine regalo ideale delle feste
Nel budget complessivo dei regali, circa 9,6 miliardi di euro, cresce la quota destinata ai prodotti enogastronomici.
Le bottiglie di olio DOP, IGP, Bio e Monocultivar si confermano tra le scelte più apprezzate, grazie a un valore simbolico elevato e a un rischio di insoddisfazione quasi nullo.
L’olio è percepito oggi come un lusso accessibile: i consumatori preferiscono regalare una bottiglia da 500 ml di un frantoio d’eccellenza a 18–22 euro piuttosto che un oggetto superfluo. In economia comportamentale, l’extra vergine di ottima qualità si comporta come un “bene segnaletico”: comunica attenzione, cultura gastronomica e il suo valore percepito supera spesso quello monetario, rendendolo un regalo a “utilità certa”.
Olio italiano sempre preferito
Oltre l’80% dei consumatori dichiara di preferire olio 100% italiano, questo si traduce in una crescita degli acquisti diretti in frantoio e negozi specializzati. Gli oli certificati (DOP, IGP e Bio) raggiungono nel periodo natalizio una quota del 14%, segnale di una piramide dei consumi che si sta riallargando verso l’alto.
La fascia alta cresce più rapidamente del mercato complessivo, trainata da un pubblico più informato e disposto a investire in prodotti identitari nonostante la pressione inflattiva generale.
In attesa dei dati definitivi ISMEA di metà gennaio, emerge un quadro chiaro: l’olio extra vergine d’oliva si è ormai affermato come riferimento culturale delle festività italiane, al pari di cotechino, lenticchie, pandoro e panettone.



















