L’Italia si conferma mercato di riferimento dell’olio di oliva tunisino

In sei mesi il paese nordafricano ha esportato quasi 300 mila tonnellate di olio: l'Italia guida le importazioni del biologico ed è solo dietro alla Spagna per l'acquisto del convenzionale
Economia
Views: 25

La campagna olivicola 2025-2026 segna un’accelerazione record di esportazioni per la Tunisia e in questo scenario l’Italia si conferma un partner commerciale assolutamente strategico. Tra novembre 2025 e aprile 2026, il Paese nordafricano ha esportato ben 295.400 tonnellate di olio d’oliva (+63,9% rispetto all’anno precedente), generando introiti per oltre 1,1 miliardi di euro (3.643,8 milioni di dinari tunisini).

All’interno di questo flusso straordinario di scambi, i dati dell’Onagri (l’Osservatorio nazionale dell’agricoltura tunisino) evidenziano come il mercato italiano sia il vero motore per la componente di maggior pregio della produzione tunisina.

Il primato italiano nell’acquisto di olio biologico

Se a livello globale i prezzi medi hanno subito una flessione dell’8% (attestandosi ad aprile 2026 su una media di 3,84 euro/kg), il segmento biologico continua a trainare il valore della filiera, registrando un export di 37.900 tonnellate (pari a circa 150,8 milioni di euro). L’Italia è il primo mercato assoluto per l’olio d’oliva biologico tunisino, assorbendo da sola il 38% delle esportazioni. Un dato che posiziona i partner italiani nettamente davanti a competitor storici come gli Stati Uniti (25%), la Spagna (24%) e la Francia (8%). Questo primato conferma la centralità dell’Italia nel valorizzare la frazione a maggiore vocazione qualitativa della filiera tunisina.

I rapporti commerciali sull’export totale

Allargando lo sguardo a tutte le tipologie di olio (extravergine, che rappresenta l’83,5% del totale, vergine e lampante), l’Unione Europea rimane l’hub principale, accogliendo il 56,5% dei volumi. Nella classifica per singoli Paesi d’approvvigionamento, in questo caso è la Spagna il mercato principale per le esportazioni (32,9%), seguito dall’Italia (19,6%) e dagli Stati Uniti  (19,0%).

La sfida del prodotto sfuso

La relazione commerciale tra Tunisia e gli altri paesi i è storicamente legata alle dinamiche dell’industria del confezionamento e del taglio. La filiera tunisina continua infatti a esportare prevalentemente prodotto sfuso, che rappresenta l’87,5% dei volumi totali (mentre il confezionato sale faticosamente al 12,5%). Anche nel comparto biologico il prodotto confezionato si ferma appena al 5,7%.Questo massiccio passaggio di olio sfuso verso i mercati europei – e in particolare verso i frantoi e le industrie di Spagna e Italia – ribadisce l’interdipendenza tra la capacità produttiva tunisina e l’industria di imbottigliamento e distribuzione italiana, strategica per il posizionamento del prodotto sui mercati internazionali.

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Tags: extravergine, in evidenza, olio di oliva, Tunisia

Potrebbe piacerti anche

Non era extravergine, sequestrata una tonnellata e mezzo di olio

Author

Potresti leggere