L’etichetta in bottiglia? Va apposta al momento giusto

Quinti: la buona riuscita è una questione di timing
Le Aziende informano
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L’etichettatura ha i suoi tempi?

Abbiamo già parlato dell’importanza dell’etichetta come biglietto da visita di una bottiglia, ma non abbiamo ancora parlato di quando e come apporla. Sappiamo che ne esistono vari tipi, fronte/retro, avvolgente, in carta spessa, plastificata, decorata a rilievo, liscia, più o meno colorata, essenziale o ricca. Identificative di un brand o di un prodotto specifico, di un’idea, o di una filosofia.

In base alla tipologia di etichetta e a seconda se l’apposizione avviene in maniera automatizzata o manualmente cambia il modus operandi, ma non va dimenticato che, oltre a tali aspetti, anche il tipo di prodotto influenza il processo.

In generale nel caso di prodotti come vino ed olio l’etichettatura può avvenire alla fine del processo di imbottigliamento, mentre nel caso di alcuni prodotti, come ad esempio la birra, occorre anticipare l’etichettatura al momento che precede il riempimento. Infatti i prodotti gassati richiedono di essere imbottigliati a bassa temperatura, per fare si che non si generino problemi durante il riempimento, come l’eccessiva creazione di schiuma. Pertanto prima di imbottigliare la birra o il prosecco, ad esempio, occorrerà essere certi che la loro temperatura sia piuttosto bassa. E proprio il fatto di essere in presenza di liquidi a bassa temperatura costringerà a considerare i tempi di etichettatura.

È noto che: riempiendo un contenitore con un liquido freddo si forma quella che viene volgarmente chiamata condensa, quindi creandosi umidità non si riesce ad attaccare nulla sulla bottiglia, motivo per cui l’etichetta deve essere apposta prima del riempimento.

Cosa propone Quinti?

Una macchina Quinti è costituita da più tecnologie in grado di soddisfare varie esigenze, fra cui anche quella di etichettare. L’etichettatrice è presente in diversi modelli offerti (fa eccezione la linea GOLD, oltre a MIRROR e JACK specifiche per birra), pertanto che si tratti di macchine dedicate all’olio o alla birra, piuttosto che al vino o agli spirits, acquistando una nostra macchina sarà possibile provvedere all’etichettatura automatizzata.

Il processo, a seconda del tipo di liquido da trattare, avviene prima o dopo il riempimento e quindi l’etichettatrice è posizionata in una stazione diversa, ma non per questo meno efficiente. Tutte le etichettatrici infatti sono state pensate per adattarsi alle varie necessità dell’utente, per bottiglie cilindriche, quadre o tronco-coniche, etichette autoadesive fronte/retro oppure avvolgenti, addirittura in casi specifici e con attrezzature ad hoc anche a girocollo o a cavaliere.

Riassumendo

In questo articolo abbiamo visto che le tecnologie per riuscire a semplificare il lavoro dell’uomo devono necessariamente essere applicate tenendo in considerazione determinati elementi, diversamente si potrebbe correre il rischio che invece di semplificare si crei l’effetto contrario, come nel caso dell’etichettatrice per birra. Se infatti l’etichetta fosse messa al momento sbagliato, ovvero dopo il riempimento, come solitamente accade per altri liquidi, questa non riuscirebbe a rimanere attaccata, per i motivi di cui abbiamo già detto sopra. Perciò ogni applicazione deve, necessariamente, essere sottoposta ad una valutazione complessiva prima di essere destinata al suo utilizzo, per poterne trarre beneficio.

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Tags: etichetta, Quinti

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