Martino: “Un piano olivicolo nazionale su cui concentrare le risorse”

Il direttore di Italia Olivicola chiede anche di ampliare il tavolo istituzionale
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“Ci fa piacere che il Ministero abbia riconosciuto le OP e le associazioni di OP come interlocutori privilegiati nel confronto istituzionale sull’olivicoltura. Ma riteniamo importante che anche altri soggetti vengano coinvolti, a partire dai frantoiani, per continuare con l’industria olearia e la grande distribuzione. Tutti insieme dobbiamo avviare un ragionamento condiviso: quali obiettivi vogliamo darci, che direzione seguire e come indirizzare al meglio le risorse per raggiungere i risultati attesi”.
Giuliano Martino, direttore di Italia Olivicola (nella foto), raccoglie gli stimoli della filiera e dal Sol&Agrifood di Verona rilancia: “Abbiamo di fronte importanti stanziamenti per il settore che derivano da più misure. Ma credo che distribuire contributi a pioggia senza individuare gli obiettivi e gli attori con cui confrontarsi, non ci porta lontano e rischia viceversa di accentuare i fattori di debolezza della filiera. La biodiversità per l’Italia è un vanto in tutti i settori produttivi dell’agroalimentare, ancorché queste produzioni non sono sufficienti per rispondere alla domanda interna. E per l’olio è la stessa cosa. Dunque l’aumento della produzione olivicola, nel rispetto di una piena sostenibilità ambientale, economica e sociale, è sicuramente una strada da seguire, ben consapevoli però che non arriveremo mai ad una vera e piena autosufficienza. Da qui la necessità di individuare al meglio gli obiettivi su cui puntare, a partire dal made in Italy. Coinvolgendo tutti.
Ho letto, ad esempio – continua Martino – le dichiarazioni del presidente dell’Associazione frantoiani della Puglia Stefano Caroli che chiede che i frantoiani non restino fuori dal tavolo istituzionale sull’olivicoltura. Sono d’accordo con lui. Ma sia chiaro: a quel tavolo dobbiamo darci, tutti insieme, una migliore metodologia di lavoro e avere come obiettivo comunque quello di proporre un unico piano nazionale in cui siano indirizzate tutte le misure legate all’olivicoltura. Diversamente, distribuendo le risorse a destra ea manca per non scontentare nessuno, non risolveremo alcun problema”.

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