Mercato dell’olio fermo, la Puglia si mobilita

La Regione chiama a raccolta la filiera olivicola-olearia per condividere strategie comuni. L'opportunità di una campagna di promozione nazionale dell'olio extravergine
Economia
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C’è forte preoccupazione in Puglia, serbatoio oleario italiano, che si trova ancora con 100 mila tonnellate di olio stoccato tra cooperative, frantoi e confezionatori, senza troppi compratori all’orizzonte.

Il prezzo è sceso a poco più di 6 euro, ben lontano dalle quotazioni record di un anno fa. E sono quotazioni ufficiali, perché quelle poche che si concretizzano, si attestano in realtà anche su valori inferiori.

Ne è ben consapevole la Regione, il cui assessore all’agricoltura Francesco Paolicelli ha chiamato a raccolta l’intera filiera per fare il punto della situazione e condividere strategie comuni.

L’appuntamento è per martedì prossimo, alle ore 15.00, quando si cercherà di analizzare una fase forse non preventivabile qualche mese fa, ma che come OlivoNews ha sottolineato a più riprese, è foglia di una situazione straordinaria degli ultimi due anni quando non i consumi, ma fattori internazionali (il crollo produttivo in Spagna per primo) avevano “drogato” il mercato, illudendo più di qualcuno che la gallina avrebbe continuato a fare uova d’oro.

Va sottolineato che ad oggi i prezzi restano comunque superiori a quelli di quattro anni fa, ma per molti questa è una magra consolazione. Specialmente con costi di produzione aumentati, consumi che segnano il passo e prospettive tutt’altro che rosee per il futuro, in particolare per gli olivicoltori, proprio in virtù di una nuova importante ripresa produttiva internazionale (e lo stesso timore lo hanno espresso le associazioni degli olivicoltori spagnoli).

Quando qualcuno, due anni fa, aveva posto il problema che aumenti così indiscriminati delle olive e di conseguenza dell’olio avrebbero indirizzato i consumatori verso altre tipologie di consumi, ricevendo le reprimenda di chi lo accusava di andare contro l’anello più debole della filiera, forse non tutti i torti li aveva. Ma ora non è il caso di rivendicare “io l’avevo detto“, piuttosto ritrovare l’unità della stessa filiera, coinvolgendo se possibile la grande distribuzione.

Dalla Puglia, più che strategie regionali, sarebbe forse opportuno guidare un’azione interregionale per stimolare il Ministero ad anticipare , prima dei tempi lunghi del nuovo Piano olivicolo naziokale, una massiccia campagna di promozione verso l’extra vergine italiano, evidenziandone qualità salutistiche e nutrizionali che gli altri grassi non possono dare, così da tentare una ripresa dei consumi. E su questa linea facilmente troverà l’adesione delle altre Regioni a vocazione olearia, Calabria in particolare dove si vivono le medesime preoccupazioni e che per l’assonanza politica con il governo nazionale potrebbe rappresentare una voce importante.

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Tags: in evidenza, mercato olio, olio, prezzo olio

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