Olio di oliva tra analisi dei prezzi e alternativa dei condimenti

Riprendono i consumi, importante chiarire autenticità e qualità
Economia
Views: 495
di Enzo Gambin e Roberta Ruggeri
Associazione Interregionale Produttori Olivicoli

Nel mese appena concluso (maggio 2024), l’analisi economica delle quotazioni dell’olio extra vergine d’oliva italiano ha rivelato una stabilità dei prezzi attorno ai 9,50 €/kg. Nonostante le fluttuazioni dei mercati globali, non si sono registrate variazioni significative di prezzo.

Ciò fa riflettere su come la domanda dell’olio extra vergine d’oliva italiano è “relativamente inelastica”, vale a dire che, se anche se il prezzo cambia, il consumatore, nel medio e lungo periodo, non varierà le abitudini di acquisto perché lo considera un prodotto importante nell’alimentazione e non trovano nel mercato altre opzioni che possano surrogarlo. Questo comportamento è tipico per beni considerati essenziali o per i quali non esistono sostituti adeguati.

Anche in caso di aumento dei prezzi, i consumatori tendono a mantenere le loro abitudini di acquisto perché l’olio extra vergine d’oliva è un elemento fondamentale nella dieta italiana e non trovano alternative comparabili sul mercato.

Si può considerare che, nel corso dei primi cinque mesi di questo 2024, l’olio extravergine d’oliva abbia avuto un percorso “inelastico”.
Anche se i consumi pro capite hanno avuto una tendenza al ribasso, tendono ora a risalire.

Un’ulteriore conferma della relativa inelasticità della domanda di olio extra vergine d’oliva si manifesta nell’aumento della richiesta di prodotti con denominazione di origine protetta (DOP) e indicazione geografica protetta (IGP). Dopo un periodo iniziale di declino, la domanda per questi oli certificati sta ora registrando una ripresa, fenomeno indica un rinnovato e crescente interesse da parte dei consumatori verso prodotti che offrono garanzie di qualità e autenticità. Gli oli DOP e IGP sono riconosciuti per le loro qualità superiori, strettamente legate ai territori di origine e alle metodologie di produzione tradizionali. E questi fattori distintivi giustificano i prezzi più elevati di tali oli rispetto agli oli non certificati. La ripresa della domanda per oli DOP e IGP suggerisce che i consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti che assicurano tracciabilità, sostenibilità e caratteristiche organolettiche specifiche. Questa tendenza contribuisce a mantenere stabili i prezzi degli oli certificati, supportando un mercato più resiliente e meno vulnerabile alle fluttuazioni economiche.

Tutto questo evidenzia una maggiore consapevolezza e apprezzamento dei consumatori per la qualità certificata e l’origine garantita, aspetti che rafforzano la percezione del valore degli oli extravergine d’oliva italiani e sostengono le pratiche agricole tradizionali e sostenibili.

Nonostante la relativa “inelasticità” del mercato dell’olio extra vergine d’oliva, alcune fasce di consumatori con una minore capacità di spesa hanno iniziato a sostituire l’olio extra vergine d’oliva con alternative più economiche. Queste alternative includono oli di semi miscelati con minori percentuali di olio extra vergine d’oliva uniti ad aromi, venduti a prezzi inferiori come “condimenti”, che attraggono quei consumatori che cercano di risparmiare senza rinunciare del tutto all’uso dell’olio per cucinare.

Questo fenomeno si osserva particolarmente tra i consumatori più sensibili al prezzo, i quali, pur apprezzando le qualità superiori dell’olio extra vergine d’oliva, si trovano costretti a optare per opzioni più economiche a causa delle loro limitate risorse finanziarie.
Alle difficoltà economiche e alle riduzioni del potere d’acquisto, alcune aziende hanno risposto introducendo questi “condimenti”: simulano l’olio extra vergine d’oliva. La mancanza di una chiara regolamentazione ha certamente facilitato questi ingressi e, non è da nasconderlo, sta creando confusione sugli scaffali, come pure sta influenzando la reputazione dell’olio extra vergine d’oliva italiano.
Nel tempo, potrebbero anche verificarsi cambiamenti nelle abitudini alimentari, nei modelli di spesa, di consumo e di acquisto.
Questi prodotti potrebbero essere presentati come novità o come alternative più versatili rispetto agli oli extra vergini d’oliva, adatti a diversi stili culinari. Attraverso strategie di marketing mirate, le aziende possono enfatizzare i vantaggi unici degli oli miscelati, come la capacità di adattarsi a una varietà di piatti e metodi di cottura.  Campagne pubblicitarie efficaci possono fin’anche convincere i consumatori che scegliere oli miscelati è una decisione all’avanguardia e consapevole.

Diventa allora fondamentale che i consumatori siano informati sulla composizione di questi prodotti, come pure sulle differenze rispetto all’olio extra vergine d’oliva. Così, mentre gli oli miscelati possono offrire un’alternativa economica, è essenziale proteggere la produzione dell’olio extra vergine d’oliva italiano e la sua immagine di qualità.
La promozione dell’olio extra vergine d’oliva contribuisce a creare un mercato più resiliente e meno sensibile alle variazioni di prezzo, dove la qualità e i benefici per la salute sono i principali fattori di scelta per i consumatori.

Questo è un segnale positivo per i produttori di olio extra vergine d’oliva, che possono continuare a investire nella qualità e nell’autenticità del loro prodotto, sapendo che ci sarà una domanda costante e un apprezzamento profondo da parte dei consumatori.

La chiave sarà mantenere alta la consapevolezza dei consumatori sulla qualità e l’autenticità dell’olio extra vergine d’oliva italiano, preservando e promuovendo la sua eredità culturale. L’olio extra vergine d’oliva è, inoltre, un elemento chiave della “Dieta Mediterranea”, riconosciuta a livello internazionale come modello di alimentazione equilibrata e salutare.

La sua capacità di collegare il piacere del palato con il benessere del corpo lo rende insostituibile nella cucina di chi cerca uno stile di vita sano. È questa la vera resilienza del mercato dell’olio extra vergine d’oliva, che si manifesta nella capacità di questo settore di resistere alle fluttuazioni economiche e di mantenere una domanda stabile nonostante la presenza di prodotti alternativi meno costosi.

Questa stabilità è sostenuta dalla lealtà dei consumatori, che continuano a preferire l’olio extra vergine d’oliva per le sue caratteristiche distintive, un legame che va oltre il semplice costo e abbraccia valori più profondi come la salute, la qualità e l’eredità culturale.

Tags: Aipo, condimenti, in evidenza, olio di oliva, Prezzi, qualità

Potrebbe piacerti anche

Si completa la messa a dimora di oltre 40 mila piante di olivo
Fondamentale in questa fase la nutrizione dell’olivo

Author

Potresti leggere