Xylella, già reimpiantati 1,2 milioni di olivi

Donato Boscia avverte: "Guai ad abbassare la guardia"
Economia
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Sono 1,2 milioni ad oggi i nuovi reimpianti con leccino e favolosa realizzati in Puglia nella zona desertificata dalla Xylella. Sono i primi dei 3,5 milioni complessivi richiesti dalle imprese agricole che hanno presentato la relativa domanda per accedere ai contributi, con prospettiva di arrivare presto a 6 milioni.
Numeri snocciolati da Donato Boscia, responsabile della sede di Bari del Cnr – Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante – all’EnoliExpo di Bari apertosi questa mattina alla Fiera del Levante. Boscia ha ricostruito tutte le tappe del batterio che ha devastato il Salento e che sta pericolosamente risalendo la Puglia, arrivato nel 2008 dal Costa Rica con piante di caffè infette, scoperto e poi identificato nel 2013 quando attorno Gallipoli aveva già colpito 8 mila ettari. Oggi il territorio demarcato come infetto da Xylella è cento volte superiore rispetto a quel 2008, pari al 40% dell’intera superficie olivicola pugliese, comprensivo di 25 milioni di alberi sui 60 milioni complessivi.

“L’ultimo monitoraggio – ha aggiunto Boscia – ha evidenziato altre 3 mila piante infette. Siamo in una fase di apparente stasi dell’epidemia, ma guai ad abbassare la guardia”. Fondamentali sono la prevenzione da una parte e sradicamenti dall’altra. Diversi gli interventi nelle tre sottozone individuate da Boscia. La prima è la cosiddetta “zona devastata”, sotto Brindisi e fino al tacco della Puglia dove attuare in maniera razionale il programma di rigenerazione olivicola e paesaggistico. “Leccino e Favolosa come varietà impiantate vanno bene – ha messo in guardia Boscia – ma ricordiamo che sono cultivar resistenti non immuni al batterio, per cui vanno gestite in maniera diversa rispetto al passato con buone pratiche agronomiche: dalla potatura all’irrigazione alla concimazione”. Poi la “zona contaminata” che riguarda la piana monumentale, dove per il ricercatore, oltre alle buone pratiche agronomiche, va attivata una forte lotta al vettore, impiantate nuove varietà resistenti e incentivato il sovrinnesto con varietà come il Leccino.
Infine la “zona con misure di quarantena”, da monitorare, rimuovendo le piante infette e, in zona cuscinetto, anche quelle suscettibili nel raggio di 50 metri. Ricordando che poi la lotta, come previsto dalla legge, in questa zona è obbligatoria.

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