Fondamentale in questa fase la nutrizione dell’olivo

Gli interventi anche sul fronte fitosanitario suggeriti dal direttore dell'Aipo
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Con l’inizio del mese di giugno e l’allegagione ormai completata, facciamo il punto sugli eventuali interventi agronomici in oliveto con il Enzo Gambin, direttore di Aipo – Associazione interregionale produttori olivicoli.

Dottor Gambin, che consigli si sente di dare in questa fase vegetativa dell’olivo?
“La nutrizione delle piante di olivo in questa fase è fondamentale. Chi ha frazionato le somministrazioni di azoto dovrebbe ora eseguire l’ultima applicazione, intorno ai 30 kg/ha, preferibilmente tramite dispersione fogliare. Utilizzando l’urea o un altro concime azotato, è importante non superare concentrazioni dell’1-1,5% per evitare problemi di tossicità. È consigliabile effettuare queste concimazioni fogliari nelle ore più fresche della giornata e in condizioni di vento minimo, per evitare la vaporizzazione dell’acqua dalla soluzione nutritiva e la dispersione della soluzione stessa”.

Sufficiente la sola fertilizzazione?
“Suggerirei di accompagnare queste fertilizzazioni con prodotti a base di lignosolfonati: può migliorare l’assorbimento dei nutrienti, rendendo la fertilizzazione più efficace e ottimizzando l’uso dei fertilizzanti da parte della pianta. I lignosolfonati agiscono come agenti complessanti, legando gli ioni dei microelementi e facilitandone l’ingresso nelle piante. Sono derivati naturali dalla solfonazione della lignina, un polimero proveniente dall’industria del legno. L’uso combinato di fertilizzanti con lignosolfonati legno può migliorare significativamente la disponibilità degli elementi nutritivi all’interno della pianta. Questo approccio non solo garantisce che l’olivo riceva i nutrienti necessari, ma può anche migliorare la salute generale della pianta e la qualità dei frutti prodotti.

A livello di difesa fitosanitaria come è la situazione?
“Per la Mosca delle olive si consiglia di installare le trappole per la cattura massale entro la prossima settimana per ridurre la popolazione adulta del dittero. Si nota presenza del lepidottero della Margaronia sulle chiome degli olivi un po’ ovunque, con erosioni dei nuovi germogli. Al momento direi di non attuare interventi a contrasto, il possibile trattamento con agrofarmaci contro la Tignola sarà utile a contenere la popolazione anche per questo insetto. Nel centro nord, poi, a causa dell’aumento dell’umidità e delle precipitazioni degli ultimi giorni, è stata segnalata la presenza di parassiti fungini, in particolare l’Occhio di pavone. Questa malattia può provocare la caduta delle foglie e la parziale defogliazione dei rami, indebolendo gli alberi e riducendo la produzione. Per contenere il rischio, si consiglia un intervento fitosanitario dopo la fase di allegagione, ritornando ai prodotti rameici o il Pyraclostrobin o il Bacillus subtilis ceppo QST 713, se le condizioni climatiche lo permettono, è possibile anche l’uso del bicarbonato di potassio”.

Tags: Aipo, Gambin, in evidenza, nutrizione olivo

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