Con il mese di marzo la produzione di olio di oliva in Spagna ha raggiunto 1.277.889 tonnellate. E secondo il Ministero dell’Agricoltura siamo di fatto alla conclusione della campagna, prevedendo un quantitativo finale di 1.290.000 tonnellate, in calo del 9% rispetto alla campagna precedente e del 6% rispetto alle stime formulate lo scorso ottobre.
A metà della campagna di commercializzazione, sono già state vendute 746.251 tonnellate, pari al 60% della produzione. Un dato che il segretario generale di UPA-Andalucía, Jesús Cózar Pérez, ha definito positivo, sottolineando come l’attuale ritmo di vendita potrebbe portare le scorte di fine stagione sotto le 200.000 tonnellate, avvicinandole ai minimi storici recenti del settore.
Ad oggi le scorte complessive si attestano comunque a 940.303 tonnellate, così distribuite: 692.616 tonnellate nei frantoi, 238.094 tonnellate negli impianti di imbottigliamento e 9.593 tonnellate presso l’Oliveto Comunale del Patrimonio.
Il Ministero attribuisce la revisione al ribasso della produzione alle condizioni meteorologiche avverse, in particolare alle piogge persistenti e ai forti venti registrati tra dicembre e febbraio in gran parte delle aree olivicole. Tali fattori hanno rallentato le operazioni di raccolta e, in alcune zone, danneggiato direttamente i frutti, incidendo negativamente sui volumi produttivi.

















