“Sulla crisi dell’olio le risposte del Ministero del tutto inadeguate”

Il Comitato Orgoglio Olivicolo ritiene insoddisfacente la misura del Masaf, rinnova la richiesta dello stato di crisi e preannuncia lo stato di agitazione
Economia
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Il Comitato Orgoglio Olivicolo ritiene insufficienti e inadeguate le misure annunciate dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste in merito alla grave crisi che sta attraversando il settore olivicolo-oleario nazionale.

Nello specifico, appare inadeguata la proposta della cambiale agraria Ismea di 50.000 euro. Queste le dichiarazioni del portavoce Francesco Losito: “A fronte di un crollo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva alla produzione, passato da oltre 9 euro/kg a 4 euro/kg nel giro di un anno, e di una campagna di commercializzazione segnata da speculazioni, importazioni selvagge e sospette sofisticazioni, le risposte del MASAF rappresentano un palliativo per un settore che vive una febbre profonda e gravissima, con il rischio di un crollo occupazionale devastante e la perdita di migliaia di posti di lavoro tra frantoiani e operai agricoli”.

Secondo Orgoglio Olivicolo non è accettabile che:

– si continui ad ignorare che il crollo dei prezzi non è frutto di regole di mercato, ma è stato determinato dalla distrazione delle istituzioni preposte al controllo che ha consentito la più diffusa attività di nazionalizzazione di olio esteri;

– non sia prevista alcuna misura di sostegno al reddito per gli olivicoltori ed i frantoi che oggi sono costretti a vendere sottocosto e non sono nelle condizioni di affrontare la nuova campagna olivicola oramai imminente.

“L’olivicoltura italiana – si legge in una nota – non può più essere lasciata sola. Mentre i frantoi chiudono e gli agricoltori abbandonano gli uliveti, il Ministero deve avere volontà e capacità di interventi strutturali, azioni forti e mirate. Il Comitato Orgoglio Olivicolo chiede con urgenza:

1. l’attivazione immediata della procedura per la dichiarazione dello stato di crisi del settore (per frantoi ed olivicoltori);

2. l’introduzione con decorrenza immediata del documento di trasporto in formato elettronico così come già disposto da tempo per il settore viti vinicolo, da tempo promessa ma non ancora attivato;

3. un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale;

4. misure ad hoc di ritiro e stoccaggio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi

Il Comitato pertanto, in mancanza di risposte rapide e concrete, è pronto a proclamare lo stato di agitazione. Per questo saranno avviate assemblee di settore e di categoria per gli adempimenti conseguenti”.

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Tags: Crisi olio, in evidenza, Masaf

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