Tre euro il costo di produzione in Spagna di un chilo d’olio da olive di un superintensivo. È la stima fatta dall’Associazione iberica degli olivicoltori a siepe produzione dell’oliveto (Olìverica), sottolineando che è la base da cui partire per stabilire poi prezzi sostenibili alla fonte (la coltivazione dell’olivo a siepe, come noto, si effettua ad alta densità, con 1600 a 1900 piante per ettaro).
La stima nasce da un esame dei costi totali degli oliveti a siepe che superano i 4.600 euro ad ettaro . La struttura dei costi è stata ripartita in quattro categorie principali: input come fertilizzanti, pesticidi e irrigazione, che rappresentano poco più del 40%; affitto del terreno e ammortamento, circa il 30%; raccolta, circa il 20%; e potatura e gestione del suolo, che rappresentano circa il 10%.
“Questa struttura dei costi – evidenzia l’Associazione – si traduce in un costo di produzione superiore a 3 euro al chilo, un dato fondamentale per stabilire prezzi sostenibili alla fonte”.
L’occasione per rimarcare i costi sostenuti è stata data dalle stime preliminari per la nuova campagna che indicano una raccolta potenzialmente abbondante. In questo contesto, Olivérica ha lanciato un monito riguardo al rischio che le previsioni di produzione possano influenzare prematuramente la formazione dei prezzi.
L’organizzazione avverte che anticipare le decisioni aziendali sulla base di ipotesi non ancora consolidate può generare tensioni competitive tra i produttori e portare a una pressione al ribasso sul valore dell’olio all’origine .
Rischio speculazione
Olivérica sottolinea come il mercato abbia mostrato un’elevata sensibilità alle dinamiche delle voci, all’anticipazione e alla speculazione nell’attuale campagna, sia in relazione alla produzione che ai rendimenti.
L’andamento del mercato è stato condizionato dalle previsioni iniziali, successivamente modificate da fattori agronomici e climatici, come episodi di instabilità meteorologica che hanno influenzato il consolidamento delle rese previste.
L’associazione sottolinea che gli oliveti sono soggetti a variabili imprevedibili che impediscono la conclusione anticipata delle campagne produttive e, pertanto, invita alla cautela nell’interpretazione delle stime preliminari.
L’aumento dei costi
Il dibattito sui prezzi si sta svolgendo per altro in un contesto di continui aumenti dei costi di produzione. Secondo le stime di organizzazioni di settore, i costi sono aumentati di circa un terzo negli ultimi anni, a causa dell’incremento dei prezzi di energia, fertilizzanti e materie prime. A questo scenario si aggiunge la carenza di manodopera nelle aree rurali , che ha comportato un aumento dei costi del lavoro e maggiori difficoltà operative per le aziende agricole.
In questo contesto, Oliverica sostiene che qualsiasi strategia di marketing dovrebbe prendere come punto di riferimento i costi di produzione reali per evitare squilibri strutturali nella catena del valore.
Difesa della sostenibilità
L’organizzazione avverte che un previsto calo dei prezzi potrebbe compromettere la redditività dell’intero settore oleario , non solo del modello di produzione a siepe. A tal proposito, sottolinea la necessità di preservare la sostenibilità economica delle aziende agricole in quanto elemento strutturale del sistema produttivo.
E per questo auspica un coordinamento e un’unità all’interno del settore in preparazione della campagna 2026/2027 , con l’obiettivo di evitare dinamiche di pressione al ribasso che potrebbero derivare da aspettative di elevata produzione.


















