Uruguay, un’olivicoltura giovane che vuole crescere

Al paese sudamericano dedicato l'ultimo numero di Olivae
Mercato alimentare nel mondo
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Con circa 1,7 milioni di piante di olivo distribuite su 6 mila ettari, l’Uruguay comincia ad affacciarsi sempre più nel mondo dell’olivicoltura professionale. Sono 162 le aziende olivicole presenti che portano a molire le olive in 26 frantoi tecnologicamente moderni dove l’ultima campagna ha generato 2.100 tonnellate di olio. Al paese sudamericano è riservato l’ultimo numero della rivista Olivae, edita dal Consiglio oleico internazionale e scaricabile gratuitamente dal relativo sito internet.

Dalla pubblicazione si evince che l’80% delle aziende coltiva gli olivi in regime non irriguo, mentre nel restante 20% (768 ettari) è stato installato un impianto di irrigazione. Solo il 4% è in regime biologico.

Raggruppando le aziende in base ad una scala di grandezza della superficie olivetata, si osserva che poco più del 70% include oliveti di superficie inferiore a 20 ettari. In Uruguay si coltivano più di venti varietà, ma il 90 per cento della superficie ne ospita quattro: Arbequina, la più diffusa, con il 47% della superficie, seguita rispettivamente da Coratina, Picual e Frantoio.

Metà della superficie olivetata si trova nella fase di piena produzione (oltre 11 anni), mentre l’altra metà è in una fase di sviluppo o di entrata in produzione (con meno di 10 anni). Solo l’1% è destinato alle olive da tavola.

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