Le scorte di olio di oliva in Italia salgono a quasi 300 mila tonnellate, di cui 238 mila extravergine. Lo certifica l’ultimo report di Frantoio Italia che prende in considerazione le giacenze al 31 gennaio 2026 e permette alcuni interessanti valutazioni.
A partire dal fatto che l’extravergine italiano è pari a 170 mila tonnellate, il 73% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a conferma che quest’ultima campagna olearia, grazie soprattutto alle regioni del sud, è stata decisamente migliore della precedente.
Un aumento che però non frena l’acquisto di olio extravergine straniero da parte dell’industria olearia, visto che nei silos nazionali si trovano ben 68 mila tonnellate di extravergine da fuori confine, con un 25% in più di quello comunitario rispetto a un anno fa. Crescono anche i volumi di olio raffinato, olio lampante e olio di sansa di olive (complessivamente circa 52 mila tonnellate rispetto alle 59 mila del gennaio 2025), anche perché, come noto, i tempi ristretti dell’obbligo di classificazione dell’olio in giacenza, entrato in vigore con questa campagna, ha ridotto del 40% tale categoria (4.500 tonnellate contro le 7.500).
Scendendo a livello regionale è ovviamente la Puglia a detenere il maggior quantitativo di olio (115 mila tonnellate) quasi tutto extravergine, seguita dalla Toscana (44.700 tonnellate), dalla Calabria (35.700), dall’Umbria (27.300) e dalla Sicilia (24.200). Tra le curiosità, la Toscana svetta con le sue industrie olearie per la quota di olio di oliva raffinato (5 mila tonnellate), la Calabria per l’olio lampante (6 mila tonnellate), la Sicilia per l’olio di sansa (6 mila tonnellate).
Tra gli oli certificati in giacenza, quasi la metà è Terre di Bari Dop (12,7 milioni di litri), mentre sfiora i 4 milioni l’Igp Sicilia, distanziando sia Igp Toscano che Val di Mazara Dop che si attestano intorno a 2,5 milioni. Sopra il milione di litri anche l’Igp Calabria (1,4 milioni) e l’Igp Puglia (1,1 milioni).
Delle quasi 300 mila tonnellate di olio, circa 50 mila sono in biologico (Puglia, Calabria e Sicilia ai primi tre posti).



















