Assitol: “Rincari insostenibili. Alleggerire subito le bollette”

Per l'industria olearia inevitabile l'aumento dei prezzi dell'olio
Economia
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Anche ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’industria olearia, lancia l’allarme dei costi energetici e si unisce alle voci che chiedono al Governo di sostenere il settore olivicolo nel Decreto Aiuti Bis. L’obiettivo, spiega Anna Cane (nella foto), presidente del Gruppo olio di oliva dell’Associazione – “è alleggerire le bollette energetiche delle imprese, come stanno già facendo Paesi UE come Francia e Spagna, nostri competitors. In questo modo si difende anche il carrello della spesa degli italiani, nella sua componente più salutare e tradizionale. Rischiare che il consumatore penalizzi ulteriormente l’acquisto dell’olio d’oliva vuol dire non tutelare la dieta mediterranea“.
“Il momento è assai delicato – continua la Cane – le conseguenze del caro energia e del cambiamento climatico stanno danneggiando fortemente il settore. Un settore da sempre a bassa marginalità, che è impegnato da mesi nel contenimento delle spese di gestione. Ora, però, le aziende non riescono più a fermare la continua ondata di aumenti. Evitare che i rincari su energia e materie prime si riflettano sul prezzo finale, seppure in minima parte, è quasi impossibile. Si parla tanto di sostenibilità, che però non è solo ambientale, ma è anche sociale ed economica – evidenzia la presidente degli imprenditori – ed anche l’industria olearia deve sobbarcarsi bollette pesanti. L’energia è divenuta un costo insostenibile non soltanto per le imprese, ma per l’intera filiera. Olivicoltori e frantoiani, infatti, sono costretti a fronteggiare l’incremento dell’elettricità, i cui costi sono quintuplicati”.
Per questo, secondo Assitol, sarebbe opportuno, oggi più che mai “il riposizionamento dei prezzi dell’extra vergine e dell’olio d’oliva, ridisegnato grazie ad una stretta collaborazione con la Grande Distribuzione”. Assitol ricorda anche come la nuova campagna olearia sarà di scarica, quindi con una produzione inferiore, e dovrà scontare mesi di clima estremo. “Le stime – evidenzia l’Associazione dell’industria olearia – prevedono una produzione intorno alle 250 mila tonnellate d’olio d’oliva, ben lontano dal fabbisogno del comparto che, tra mercato nazionale ed export, ammonta a circa un milione di tonnellate”.

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