Mosh e Moah, le famiglie olearie: «Sicurezza da costruire insieme, dall’oliveto alla bottiglia»

UNIFOL sprona tutta la filiera olivicola a prevenire i rischi di contaminazione di oli minerali, nel rispetto del nuovo rigido quadro normativo
Associazioni
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UNIFOL – Unione Italiana Famiglie Olearie richiama l’attenzione dell’intera filiera sulla prevenzione dei rischi di contaminazione lungo tutte le fasi di produzione dell’olio vergine ed extravergine di oliva, a garanzia della sicurezza alimentare e della tutela della salute dei consumatori.

Il nuovo quadro normativo prevede per gli oli vergini ed extravergini un limite iniziale di 4 mg/kg, destinato a scendere a 2 mg/kg nel 2028. Un traguardo che le aziende aderenti a UNIFOL hanno di fatto già anticipato da anni, in linea con la soglia di intervento concordata
a livello europeo nel 2022, operando con un riferimento di 2 mg/kg, sostenuto da analisi sistematiche sui lotti, qualifica dei fornitori, tracciabilità delle partite e collaborazione con la grande distribuzione.

MOSH e MOAH sono sostanze di origine petrolifera, presenti in lubrificanti, oli idraulici e carburanti, che per la loro natura tendono a concentrarsi nei grassi. La loro presenza è in larga parte figlia del progresso tecnologico. La meccanizzazione ha reso l’olivicoltura più
efficiente assicurando una raccolta delle olive al momento ottimale di maturazione, in tempi ridotti e a vantaggio della qualità. Indietro non si torna, né sarebbe auspicabile.

La sfida è pertanto rendere la tecnologia sempre più compatibile con la sicurezza alimentare. La ricerca scientifica, a partire dagli studi dell’Università di Udine sostenuti dalle associazioni della filiera, indica che le olive sulla pianta presentano una contaminazione contenuta, mentre la raccolta meccanizzata e la molitura rappresentano il principale punto critico per gli oli extravergini di oliva a causa di potenziali perdite di oli idraulici, grassi lubrificanti delle parti meccaniche. Anche le fasi successive – trasporto, stoccaggio, filtrazione e imbottigliamento – vanno presidiate con la stessa attenzione. Nessun anello della filiera può considerarsi esente e nessuno può risolvere il problema da solo.

Giuseppe Vacca

«Le nostre aziende hanno scelto di anticipare le regole, non di subirle», dichiara Giuseppe Vacca, Presidente di UNIFOL. «Ma la sicurezza dell’olio non si conquista solo in fase di confezionamento: si costruisce in campo, in frantoio e in ogni passaggio successivo. Per questo auspichiamo che tutti gli attori della filiera, a partire dal mondo della produzione, si adoperino con decisione per prevenire i rischi di
contaminazione. Solo così potremo offrire ai consumatori oli vergini sempre più impeccabili sotto il profilo della sicurezza alimentare.»

La campagna sta per iniziare e le buone pratiche sono note e alla portata di tutti:

– in campo, l’impiego di lubrificanti per uso alimentare (NSF H1) o sintetici privi di MOAH nelle macchine per la raccolta, una manutenzione documentata di tenute e circuiti idraulici, la pulizia di reti e attrezzature tra una campagna e l’altra;
– in frantoio, l’uso esclusivo di lubrificanti alimentari, il lavaggio efficace delle olive, lo stoccaggio delle olive lontano da gas di scarico e la verifica periodica degli impianti;
– nelle fasi di stoccaggio e confezionamento, compressori «oil free» con adeguata filtrazione dell’aria, cisterne e condotte dedicate, controlli analitici sistematici;
– lungo tutta la filiera, la condivisione dei dati analitici e delle informazioni tra fornitori e acquirenti, per individuare rapidamente le fonti di contaminazione e intervenire.

Le aziende aderenti a UNIFOL si dichiarano pronte a fare la propria parte, mettendo a disposizione di olivicoltori e frantoiani competenze, capitolati ed esperienza per accompagnare i fornitori verso il pieno rispetto dei nuovi limiti, e propongono l’avvio di un confronto strutturato tra tutte le componenti della filiera. L’obiettivo è comune: un olio vergine italiano sempre più sicuro, a tutela dei consumatori e della reputazione di uno dei prodotti simbolo del nostro Paese.

UNIFOL – Unione Italiana Famiglie Olearie riunisce aziende familiari italiane del confezionamento dell’olio di
oliva: Agrioil, Conti, Desantis, Di Carlo, Farchioni, Giuseppe Vacca Olii, Monini, Oleificio del Golfo, Pantaleo,
Raineri, San Giuliano.

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Tags: in evidenza, oli minerali, olio di oliva, olivicoltura, Unifol

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