Italia Olivicola: “Si dia all’olio una piena identificabilità”

Il presidente Sicolo sulle osservazioni al Piano Strategico
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È stato avviato dal Ministero il confronto tra istituzioni e tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nel settore agricolo e agroalimentare per analizzare le osservazioni che la Commissione europea ha trasmesso al Mipaaf in ordine al Piano Strategico della Politica Agricola Comune. Nell’occasione il Ministro Stefano Patuanelli ha evidenziato l’esigenza di giungere al più presto all’accordo con le Regioni sul riparto dei fondi FEASR in quanto molte delle osservazioni della Commissione sono riconducibili alla carenza di informazioni sull’allocazione finanziaria degli interventi del secondo pilastro della PAC.
Le tematiche interessano ovviamente anche il settore olivicolo, per il quale le strategie – mancando un Piano vero e proprio – si estrapolano dal Piano Strategico tra fondi Pac e fondi del Psr e dalla combinazione con le altre misure previste dal Pnrr (contratti di filiera e fondi per i frantoi) o dalla transizione 4.0.
Al riguardo il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo (nella foto), che sta predisponendo le considerazioni dell’Associazione da inviare al Ministero, puntualizza: “Il Piano Strategico esalta il percorso legato da un lato alla qualità delle produzioni, dall’altro alla sostenibilità. E sono elementi importanti. Ma per l’olivicoltura è necessario compiere un passo in avanti ulteriore, per questo mi auguro che i vari attori, nel dibattito che si svilupperà per rispondere in maniera puntuale alle osservazioni della Commissione, condividano fortemente l’idea di riservare a questo settore un supplemento di attenzione. Perché diventa fondamentale puntare a una piena identificabilità dell’olio di oliva, che significa rendere riconosciuta e riconoscibile la qualità dell’extravergine per non correre il rischio che si trasformi in una commodity che significherebbe la fine per tutti. Da parte delle associazioni di OP, giustamente ritenute dal Ministero attori principali della filiera, vi è questa piena consapevolezza. Sarà fondamentale che anche gli altri soggetti remino nella stessa direzione. E magari convergano sulla scelta di fondo che l’olio di oliva, quale elemento principe dalla dieta mediterranea, può essere la chiave di volta per una piena valorizzazione e riconoscibilità di tutte le qualità agroalimentari italiane che di questa dieta fanno parte a pieno titolo”.

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