Un ulteriore tassello nel lungo e complesso percorso di ripresa del comparto olivicolo pugliese, ferito duramente dall’emergenza fitosanitaria. La Regione Puglia compie un nuovo passo avanti per sostenere le imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, mettendo a disposizione un bando da 30 milioni di euro destinato al ripristino del potenziale produttivo e alla ricostituzione del paesaggio rurale. La misura, presentata dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Francesco Paolicelli e dal direttore generale dell’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) Fabio Vitale, punta a dare continuità agli interventi di rigenerazione con uno strumento mirato che unisce risorse dedicate, semplificazione procedurale ed erogazioni più rapide.
In un contesto segnato dalla perdita di oltre dieci milioni di alberi, il nuovo bando si propone di superare la frammentazione del passato, accompagnando le aziende in una strategia di medio e lungo periodo. L’intervento prevede contributi a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili (calcolati su base di costi standard), fissando un limite massimo di 15.000 euro per ettaro negli oliveti con densità superiore a 201 piante e una soglia massima di 600.000 euro per singolo progetto beneficiario.
Le imprese operanti nelle zone infette delimitate potranno scegliere tra due direttrici d’investimento: la ricostituzione dell’oliveto mediante il reimpianto di cultivar certificate resistenti o tolleranti al batterio (come Leccino e Favolosa), oppure la riconversione produttiva verso altre colture arboree consentite dalle normative fitosanitarie. Per accedere ai finanziamenti occorrerà attestare un danno al patrimonio olivicolo pari o superiore al 30% e prevedere la sostituzione di almeno 100 piante.
Tra i punti qualificanti dell’avviso figura il riconoscimento dell’impegno di chi ha già affrontato gli espianti a partire da aprile 2019: queste aziende potranno accedere ai contributi senza rischiare di essere penalizzate per aver agito tempestivamente nella rimozione delle piante infette. Criteri di priorità saranno inoltre riservati alle aziende di minori dimensioni, ai territori colpiti dal batterio da più tempo e ai progetti collettivi promossi da cooperative olearie (con almeno 25 soci e 50 ettari) e Organizzazioni di Produttori (con almeno 50 soci e 100 ettari), valorizzando la cooperazione come leva di rilancio del comparto.
Sul fronte procedurale, l’istruttoria delle domande sarà interamente automatizzata attraverso il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e i Centri di Assistenza Agricola (CAA). Sfruttando l’integrazione tra le banche dati pubbliche, i sistemi di telerilevamento e l’analisi dei dati territoriali forniti da AGEA in sinergia con il MASAF, le verifiche sui requisiti risulteranno oggettive e uniformi, abbattendo i tempi di attesa per la concessione e l’erogazione degli aiuti.
«Non parliamo soltanto di risorse, ma della possibilità di continuare a ricostruire il potenziale produttivo delle nostre aziende e rinnovare il sistema agricolo regionale», ha dichiarato l’assessore Paolicelli. «Abbiamo il dovere di trasformare questa emergenza in un’occasione di ripartenza e sviluppo sostenibile, mantenendo saldo il punto sul rinnovamento agricolo e accompagnando gli agricoltori nelle scelte necessarie per guardare avanti». Il direttore generale di AGEA, Fabio Vitale, ha evidenziato dal canto suo come l’impiego delle tecnologie avanzate stia permettendo di accelerare l’elaborazione delle pratiche e garantire massima trasparenza nei controlli.
I soggetti beneficiari avranno 12 mesi di tempo dalla concessione del finanziamento per completare i nuovi impianti, con l’obbligo di mantenerli per almeno cinque anni dall’erogazione del saldo. Con questa nuova misura, la Regione Puglia e le istituzioni nazionali confermano il proprio impegno comune per restituire stabilità, competitività e prospettive al settore olivicolo pugliese.

















